CROTONE, DIOCESI di. - In provincia di Catanzaro. Fu potentissima repubblica, fondata dagli Achei e dai Corinzi, rivale di Sibari, che abbatté definitivamente nel 510 a. C. Nel 277 a. C. fu presidiata dai Romani; ma, nella seconda guerra punica, si schierò dalla parte di Annibale, che nel suo porto s'imbarciò nel 203 a. C. per far ritorno in Africa. Nel 194 a. C. vi fu collocata una colonia romana. Nel medioevo fu presidiata dai Bizantini. Gli Angioini la concessero ai Ruffo di Catanzaro (1284) che incrementarono l'economia agricola. Carlo V le concesse ampi privilegi, vi costruì il castello e ne potenziò il porto. Negli ultimi anni ha preso un notevole sviluppo come centro industriale e come mercato agricolo, il suo porto è molto attivo.
La leggenda vuole che il cristianesimo vi sia stato introdotto da Dionigi l'arcopagita, che ne sarebbe divenuto il primo vescovo. Prescindendo da tali notizie infondate, è tuttavia certo che C. figura tra le più antiche diocesi della Calabria. Il Gams ricorda un vescovo Flaviano nel 537. Il papa Vigilio nel 551 nomina il vescovo Jordanes, che alcuni identificano con lo storico continuatore di Cassiodoro. Nel 592 s. Gregorio Magno ne affidò l'amministrazione al vescovo di Squillace. Nel 597 C. fu saccheggiata dai Longobardi e il santo Pontefice riscattò i suoi abitanti, fatti schiavi dai barbari.
Nel sec. IX i Bizantini la ridussero quasi al nulla creando nel suo territorio una intera metropoli, S. Severina, con 5 suffragane, erette a spese di C., la quale fu dichiarata suffragana di Reggio, con una piccolissima lingua di territorio costiero. Tale è rimasta fino al 1818, in cui le fu aggregato il territorio di Isola Capo Rizzuto.
C. ha mantenuto a lungo il rito greco. Nel 1217 Onorio III fu costretto a concedere al suo vescovo Giovanni di celebrare in greco e in latino; nel 1254 Innocenzo IV vi mise a capo il francescano Nicolò di Durazzo «in utraque lingua peritus», che poi da Urbano IV fu mandato nunzio a Michele Paleologo.
La Cattedrale è in stile neoclassico: vi è il santuario della Madonna di Capocolonna, che prende il nome da una colonna superstite del tempio di Giunone Lacinia. Il seminario fu fondato dal vescovo G. Caraffa (1664-90).
Dal 1928 al 1947 è rimasta unita ad personam all'arcivescovo di S. Severina; attualmente le parti sono invertite. La diocesi di C. è di kmq. 150; ha 9 parrocchie, la sua popolazione è di ca. 40.000 ab., con 20 sacerdoti diocesani e 2 regolari (1948).