CROTUS (Rubianus), JOHANN. - Umanista tedesco, n. a Dornheim (Arnstadt) in Turingia, il 1480; m. ad Halle nel 1539. Il suo vero nome è Jäger, che si incontra spesso tradotto in latino Vennator. Studiò all'Università di Erfurt, ove nel 1500 conseguì il baccellierato.
Trasferitosa Fulda (1510), vi conobbe Corrado Muth (Mutiums) e Ulrico von Hutten, in unione coi quali compose le Epistulae obscurorum virorum (1515). Dal 1517 al 1520 soggiornò a Roma e a Bologna. Ritornato in Germania, fu nominato rettore dell'Università di Erfurt, e come tale accolse festosamente Lutero in viaggio per la dieta di Worms (1521), e con un solenne discorso lo esaltò come colui « qui primus post tot saecula ausus fuit gladio sacrae scripturae romanam licentiam jugulare ». Ma quando più tardi s'accorse che Lutero non lavorava per il bene ma per la distruzione della Chiesa, si manifestò fieramente avverso al movimento riformista. Lutero perciò lo coprì d'ingiurie chiamandolo epicureo e Dr. Kröte (→ rospo). Passato nel 1530 al servizio del principe elettore Alberto di Magonza, pubblicò l'anno appresso un'apologia per difenderlo dagli attacchi del luterano Alessio Krosner: Apologia, qua respondentur temeritati calumniatorum non verentium conficiis criminalibus in populare odium protrahere Reverendissimum in Christo patrem et dominum Albertum... a Joanne Croto Rubeano privatim ad quendam amicum conscripta (Halle 1531). L'arcivescovo di Magonza, in segno di riconoscenza, lo nominò canonico di Halle.