DAILLÉ, Jean (Dallaeus). - Pastore calvinista, n. a Châtellerault il 6 genn. 1594 e m. a Parigi il 15 apr. 1670. Appena diciottenne fu incaricato dell'educazione dei nipotini del noto calvinista F. Duplessis-Mornay e insieme con loro percorse l'Italia, la Svizzera, la Germania e l'Olanda. A Venezia conobbe fra Paolo Sarpi e ben presto divenne suo intimo amico.
Nel 1626 fu nominato pastore di Charenton, e tra i suoi correligionari si distinse per rare qualità oratorie e profonda erudizione. Merita inoltre d'esser ricordato per lo studio dei Padri, non sempre, però, accurato e approfondito. Nella sua polemica contro la Chiesa cattolica fu tenace, pur dimostrando nei suoi numerosi scritti larghezza di vedute e spirito conciliativo.
Opere principali: Traité de l'emploi des Sts Pères pour juger des différends qui sont aujourd'hui en la religion (Ginevra 1632); Apologie des Eglises réformées (Charenton 1633); De la créance des Pères sur le fait des images (Ginevra 1641); De sacramentali s. auriculari Latinorum Confessione (ivi 1661); De Confirmatione et Extrema Unctione (ivi 1669). Tutte le opere del D. sono all'Indice (decr. 22 marzo 1672).