DAMARIS (DAMARIDE, ΔΆΜΑΡΙΣ, VAR. ΔΆΜΑΛΙΣ)

DAMARIS (DAMARIDE, Δάμαρις, var. Δάμαλις). - Donna convertita dalla predicazione di s. Paolo in Atene (Act. 17, 34).

Δάμαρις, come nome di donna, non si trova fuori del Nuovo Testamento; si trova invece in iscrizioni latine, Damalis (Thesaurus Linguae Latinae, Onomasticon, III, Lipsia 1918, p. 23), che risponde a Δάμαλις. Questo, come nome comune, significa «giovane». La presenza di D. nella riunione dell'Areopago ha fatto pensare che fosse donna di condotta equivoca, poiché il costume ateniese, a differenza di quello macedone, escludeva le donne onorate da tali pubbliche assemblee. Ma la severità di questa norma s'era mitigata non poco sotto l'infusso della cultura ellenistica.

D'altra parte, a prendere rigorosamente il testo degli Atti, non è detto che D. siasi convertita in seguito al discorso di Paolo all'Areopago. Se, come sembra, Act. 17, 34 si riferisce a tutto il soggiorno ateniese (Act. 17, 16-34), per dare il risultato della predicazione di Paolo ad Atene, D. potrebbe anche appartenere ai «tementi Dio», incontrati dall'Apostolo nella sinagoga (17, 17), o, comunque, avere ascoltato Paolo altrove che all'Areopago. Nessun fondamento per dire che essa fosse moglie di Dionisio, come ha pensato il Crisostomo (De sacerdozio, IV, 7: PG 48, 669). La forma usata dagli Atti non suggerisce alcun rapporto tra i due.

I Greci la commemorano il 4 ott.

BIBL.: A. C. Headlam, s. V. in Dict. of the Bible, I, 545; Anon., s. V. in Dict. Enc. de la Bible, I, p. 266; E. Jacquier, Les Actes des Apôtres, Parigi 1926, p. 540 sgg.

Tecodirico da Castel San Pietro