DEBÉ. - Cittadina della Licaonia, visitata più volte da S. Paolo.
Erroneamente Stefano di Bisanzio la dice fortezza e portò dell’Isauria. Sorgeva a nord della regione isaurica del Tauro, ca. 40 km. a sud-est di Listra, a ovest di Laranda. L’identificazione di D., date le molte ma tenui vestigia di città che presenta la zona, non è sicura, né è escluso che essa sia sorta successivamente in località diverse. Dopo J. R. S. Sterrett ci si è orientati verso Losta (o Zosta). W. M. Ramsay si è pronunciato, più precisamente, per Gudelissin, ca. 4 km. a nord-ovest di Losta.
Aminta di Galazia, ucciso Antipatro tiranno di D., amico di Cicerone (Epistolae ad familiares, XIII, 73), s’impadronì della città incorporandola al suo regno già vassallo di Roma. Alla morte di lui (25 a. C.), venne unita, con altri territori, alla provincia romana di Galazia, da cui pare venisse nuovamente staccata nel 38 d. C., quando Caligola la cedette ad Antioco IV di Commagene (Dione Cassio, LIX, 8, 2), ma per breve tempo. In onore di Claudio prese il nome di Claudio-D. La sua posizione sulla grande via imperiale che univa Efeso ad Antiochia di Siria le conferiva una certa importanza commerciale.
Nel primo viaggio apostolico, Paolo e Barnaba, perseguitati dai Giudei d’Iconio e di Listra, si rifugiarono a D. (Act. 14, 6.20), che evangelizzarono, pare, senza disturbo e con frutto abbondante (Act. 14, 21). Nel secondo viaggio Paolo e Sila, venendo dalla Siria e dalla Cilicia, visitarono per prime D. e Listra (Act. 16, 1), aggregandosi quivi Timoteo, già conosciuto probabilmente a Listra nel viaggio precedente. Nel racconto del terzo viaggio missionario una visita alla comunità di D. non è ricordata esplicitamente. Originario o abitante di D. era quel Caio, che accompagnava Paolo nel ritorno dal terzo viaggio apostolico (Act. 20, 4).