DIAMANTINA, Arcidiocesi di. - In Brasile, è la metropoli dell'omonima provincia ecclesiastica che occupa l'intera parte settentrionale dello Stato di Minas Gerais, con le diocesi di Montes Claros, Arassuai e la prelatura nullius di Paracatu.
La sua superfice è di 62.094 kmq., con 63.1.000 ab. dei quali 630.500 cattolici. Comprende 66 parrocchie, con 55 sacerdoti diocesani e 35 religiosi (Francescani, Cappuccini, Lazzaristi e Redentoristi). Vi si trovano pure 2 Congregazioni religiose femminili (1948). Ha un proprio seminario maggiore e minore e come patrono s. Antonio di Padova.
D. sorse per opera dei bandeirantes in cerca di oro e di diamanti, di cui la regione è ricca, con il primitivo nome di Tijuco, nei secc. XVII e XVIII. Il suo nome attuale risale al 1838, quando veniva innalzata alla categoria di città. Durante il periodo coloniale e imperiale, la sua storia è quella dello Stato di Minas Gerais e della diocesi di Mariana, dalla quale venne distaccata il 6 giugno 1854, con la bolla di Pio IX (Graziosi, Mussolini, 1854). Dieci anni dopo ne assumeva il governo il suo primo vescovo Giannantonio dos Santos (1864-1905), il quale nelle difficili circostanze di allora, riuscì a fondare il seminario (1867), affidandolo al Lazzaristi. Gli successi il suo conduttore Gioacchino Silveiro dos Santos (1905-33). Il 28 giugno 1917, Benedetto XV con la costituzione (Quandocumque se preabuit elevò D. ad arcidiocesi; essi, grazie alla convocazione di 3 sinodi diocesani, ebbe un grande incremento religioso.
Oltre i suoi 2 primi vescovi, tra i cattolici dell'arcidiocesi è degna di nota la figura di Gioacchino Felicio dos Santos, medico e giornalista (m. nel 1931).
Il più grande centro di cultura religiosa è il seminario. Per i laici poi, come in altre grandi città del Brasile, esiste il «Centro D. Vital». Organo ufficiale della stampa diocesana è il settimanale Estrela Polar.
Notevoli monumenti religiosi possono considerarsi tutte le chiese della metropoli, giacché tutte costruite durante l'apogeo dell'arte coloniale.
Maurilio Cesar de Lima