DIEGO DI ALCALÁ, SANTO

DIEGO di ALCALÁ, santo. - N. intorno al 1400 a S. Nicolás del Puerto (Andalusia). Di oscuri natali, mostrò sin dall'infanzia un amore grande per la solitudine. Vesti l'abito francescano come converso d'immortale, nella sua vita religiosa, straordinaria umiltà.

Questo non vietava al Santo una prudenza e un'abilità notevoli nella vita pratica: "vi prudens in rebus gerendis, in periculis subeundis constans, in propulsandis fortis, in adversis patiens, in prosperis sapiens" (comme lo dipingerà il Wadding [Annales, XI, p. 162]; nel 1441 fu inviato come missionario nelle isole Canarie, cadute nella superstizione. Ivi operò molte conversioni: nel 1445, benché frate converso, divenne guardiano di uno dei migliori oratori sacri del suo tempo e mistico profondo. Uomo di santa vita, morì essendo definitore generale.

Sue opere: Commentaria in logicam Aristotelis (Mai-drid 1608); curò la prima edizione delle opere di s. Giovanni della Croce (Alcalá 1618), ma senza il Cantico; aggiunse però alla edizione una introduzione alle stesse opere: Apuntamientos para la más fácil inteligencia de los escritos de N. S. P. Juan de la Cruz. Compose inoltre poesie spirituali, pubblicate dopo la sua morte da D. Martin de Ugalde: Conceptos espirituales (Madrid 1668).

BIBL.: C. de Villiers, Bibl. Carm., I, Roma 1927, pp. 386-390; Silverio di S. Teresa, Historia del Carmen descalzo en España, IX. Burgos 1940, pp. 146-54. Ambrogio di Santa Teresa