DIONE CASSIO (Δίκων ὁ Κάσσιος). - Storico, n. a Nicea ca. il 155 d. C., m. ivi quasi ottantenne tra il 230 e il 240. Iniziò a Roma la sua carriera po- litica. Fu proconsolo d'Africa e due volte console. Scrisse in greco, in 80 libri, una Storia di Roma ('Πα- μαχὴ Ἱστορία) da Enea al 229 d. C. Ne restano solo
25 (dal XXXVI al LX) che vanno dal 68 a. C. al 47 d. C., più frammenti vari di cui il più importante è quello che contiene i due il. LXXVIII-LXXIX che vanno dal 216 al 219. La narrazione ha l'ordinamento analitico, è ampia e diligente, ma non offre un ripensamento nuovo della storia di Roma; a lui interessa specialmente l'ordinamento civile della città e si mostra poco sensibile per i fenomeni spirituali. Il cristianesimo è assente dal suo panorama, pur essendosi trovato l'autore a vivere al tempo di Marco Aurelio e dei Severi, all'epoca dei quali si riferiscono i II. LXXVIII e LXXIX.
Due notizie tuttavia vi si riportano: la condanna del console Flavio Clemente e della moglie Flavia Domitilla rispettivamente alla morte e alla relegazione nell'isola Pandataria, come nei di empietà verso gli dèi (cioè di cristianesimo); e di Acilio Glabrione (Hist. Rom., LXVII, 14). Né va dimenticato l'episodio della Legione fulminata conservatosi negli Exegeta di Sifilino (71, 8) e narrato anche da Tertulliano (Ad Scap., 4) e da Eusebio (Hist. eccl., V, 5, 2-6).
Della sua opera furono fatti compendii dagli storici bizantini specialmente da Sifilino (sec. XI) e da Zonara (sec. XIV), per i quali, come per gli altri cronisti di Bisanzio, D. C. è il testo massimo della storia di Roma.