DISMAS, IL BUON LADRONE, SANTO

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DISMAS, il Buon Ladrone, santo. - Dal gr. δυσμάχι, « moribondo », è il noto personaggio convertitosi in punto di morte sul Calvario, crocifisso alla destra di Gesù, di cui parla s. Luca (Lc. 23, 40-43). Il nome, ignoto all'Evangelista, è dato dall'apocrifo Van-gelo di Nicodemo, del sec. III (cap. 10); nel Vangelo dell'infanzia invece, pure apocrifo e coevo, è chiamato Tito (cap. 23).

Esaltato e venerato dai Padri dell'Oriente e dell'Occidente, il suo culto si diffuse specialmente dopo la presunta invenzione della sua croce, insieme con quella di Gesù, particolarmente nell'Italia meridionale, dove la città di Gallipoli (provincia di Taranto) lo scelse anche a suo patrono. A partire dal sec. XVI molte diocesi e Congregazioni religiose ne celebrarono l'ufficio liturgico. Dai greci è commemorato il 23 marzo e dai latini il 25 dello stesso mese.

BIBL.: C. Baronio, Martyr. Romanum, Venezia 1902, p. 177 sg.; Acta SS. Martii, III, Parigi 1865, p. 541 sg.; K. Tischendorf, Evangelia apocrypha, Lipsia 1876, pp. 192 sg., 362; G. Gaume, Storia del Buon Ladrone, vers. II. di L. Dragonetti, Prato 1879; E. Hencock, Nuctestamentliche Apokryphen, K. Tubingia 1929, p. 78; Martyr. Romanum, p. 112. Agostino Amore