DOMENICO di Sora, santo. - Benedettino, n. a Foligno nella seconda metà del sec. XI, m. a Sora il 22 genn. 1031. Monaco a S. Silvestro in Foligno, per desiderio di solitudine e di maggior distacco dai parenti si ritirò in Sabina e cominciò ad alternare la vita eremitica a quella cenobitica.
Nella solitudine di un monte presso Scandriglia (986), spinto dai numerosi discepoli accorsi, fondò il monastero di S. Salvatore. Per sfuggire alla popola-rità doverte emigrare da un luogo all'altro, ma sempre fu raggiunto da nuovi sc-giaci, o anche da signori locali che lo pregavano di ristabilire l'osservanza monastica nelle terre. Sorsero in tal modo, insieme a fianco dei romitori, vari monasteri nei luoghi in cui il Santo si fermò: oltre che in Sabina, in Abruzzo (S. Pietro in Lago, S. Pietro di Avellana), nel Lazio (S. Bartolomeo di Trisulti), e nelle vicinanze, un monastero di monache; S. Angelo in territorio di Segni. Infine, la fondazione più legata al suo nome fu quella di Sora, dovuta alla munificenza del conte Pietro Rainerio, che D. aveva convertito. Di questo monastero D. fu abate per tutto il resto della sua vita, mentre aveva affidato gli altri da lui fondati al governo dei suoi più provati discepoli. Sembra però che egli non abbandonasse del tutto le sue fondazioni. Benedetto non si proponebbe direttamente la riforma dell'Ordine monastico, come altri santi del tempo, D. svolse in questo campo, con le sue fondazioni e con l'esempio della sua vita, opera veramente feconda, e a lui, non meno che ai promotori della riforma cluniacense, si deve il rinnovamento monastico nelle province ricordate.
D. estese il suo zelo anche al di fuori dei chiostri, predicando al popolo e combattendo, qualche volta con eccezionale severità, i vizi del tempo; inculcò soprattutto la santità del matrimonio. La sua virtù tautomagica e il dono profetico furono altri motivi della sua popolarità. Ancora oggi è molto venerato tra le popolazioni del Lazio meridionale, della Campania e dell'Abruzzo. Il suo corpo riposa nella chiesa del monastero da lui fondato a Sora; reliquie insigni se ne conservano anche a Foligno. La sua festa si celebra il 22 genn. e, a Sora, anche in estate, quando vi accorrono numerosi pellegrini dalle contrade vicine.