DU CANGE, CHARLES DU FRESNE, SIEUR DE

DU CANGE, CHARLES DU FRESNE, sieur de. - Erudito francese, n. ad Amiens il 18 dic. 1610, m. a Parigi il 23 ott. 1688. A nove anni entrò nel collegio dei Gesuiti di Amiens, ove ricevette la sua prima formazione; passò poi ad Orléans, a studiare diritto. Nel 1631, trasferitosi a Parigi, entrò a far parte degli avvocati al Parlamento, ma pochi anni dopo tornò ad Amiens, dove nel 1638 sposò Caterina du Bos, da cui ebbe dieci figli. Nel 1645 fu nominato tesoriere di Francia nella sua città natale, ufficio già ricoperto dal suocero, venuto a morte nello stesso anno. Nel 1668, scoppiata ad Amiens una disastrosa pestilenza, riparò con tutta la famiglia a Parigi, dove rimase fino alla morte.

Il D. C. condivide col Mabillon, cui fu legato da sincera ammirazione, la gloria del maggior erudito del tempo: i suoi studi si estesero dalla filologia alla storia, dalla linguistica all'archeologia, dalla numismatica all'araldica. Tra i moltissimi scritti vanno ricordati: 1) Histoire de l'Empire de Constantinople sous les empereurs françois, Parigi 1657. L'opera consta di due parti: l'edizione, con traduzione e note erudite, di antichi testi franchi sulle guerre contro Costantinopoli, e una ricostruzione storica delle vicende d'Oriente e di Europa nell'età medievale. Il D. C. stesso ne preparò una 2a ed., che non poté portare alla luce: ma J. A. Buchon nel ripubblicarla (Parigi 1826) si attenne al piano dell'autore per questa edizione mancata. 2) Traité historique du chef de st Jean-Baptiste, ivi 1665: è un saggio di curiosa erudizione, che rivela anch'esso la profonda e molteplici dottrina del D. C. 3) Histoire de st Louis, roi de France, écrite par Jean, sire de Joinville, uscita a Parigi nel 1668 e ristampata in appendice al Glossarium mediae et infimae latinitatis nell'edizione del 1883: contiene il testo di Jean de Joinville, tratto dai manoscritti, e un numero cospicuo di osservazioni storiche e critiche. 4) Ioannis Cimani historiarum de rebus gestis a Ioanne et Manuele Commerii libri sex, graece et latine, ivi 1670: edizione critica con ricco apparato di note storiche e filologiche. 5) De imperatorum Constantinopolitanorum seu inferioris aevi vel imperii nili vocant numismatibus dissertatio, dottos excursus di numismatica pubblicato la prima volta nel 1678 in appendice al Glossarium latino e stampato a parte a Roma nel 1755. 6) Historia Byzantina duplici commentario illustrata, Lione 1680, di vasta mole e di profonda erudizione. 7) Ioannis Zonarae annales ab exordio mundi ad mortem Alexii Comneni, graece et latine, 2 voll., Parigi 1686, tra le migliori edizioni critiche con commento che siano apparse nel sec. XVII. 8) Chronicon Paschale, in corso di stampa quando il D. C. venne a morte: fu continuato dal Baluze che premise all'edizione l'elogio funebre dell'autore (Parigi 1689). Ma le opere che resero soprattutto chiara la fama del D. C. furono il Glossarium ad scriptores mediae et infimae latinitatis e il Glossarium ad scriptores mediae et infimae graecitatis. Il primo uscì a Parigi nel 1678, in 3 voll.; l'anno successivo vedeva la luce una nuova ed. a Francoforte sul Meno; nel 1736 i Maurini lo ripubblicavano ampliandolo; nel 1766 si aveva una nuova ed., in 4 voll., col supplemento di dom Carpentier, fuso poi con la parte originale nelle successive ritrature; fra il 1840 e il 1850, per i tipi di Didot, veniva fatta un'altra edizione, la più importante dopo la prima, a cura di M. Henschel; nel 1883 L. Favre ne pubblicava un'altra, accresciuta, a Niort, esempla su quella dello Henschel. Nonostante l'orizzonte degli studi di latino medievale si sia immensamente dilatato nel corso di quasi 3 secoli, e il Glossarium del D. C. si riveli oggi in molti casi insufficiente, nessun lessico ha mai potuto sostituirlo: la vastità della documentazione, sempre esattamente citata, e attinta a carte e testi letterari allora per la maggior parte inediti, la sicurezza dell'impostazione che ha per l'età sua del prodigioso (l'aver ricercato le forme del latino medievale nei documenti notarili, più che sui trattati dottrinali o nei libri di letteratura, precorre di molto la concezione moderna della lingua intesa come elemento vivo in evoluzione) ne fanno ancor oggi uno strumento di lavoro apprezzatissimo, quale lo defmi, nella prefazione al De re diplomatica (Parigi 1681), il Mabillon: «Amplissimus liber, omnibus apertus, de omnibus agens, ex quo quantum profecerim malo alios quam te iudicare». Il Glossarium greco fu pubblicato la prima volta a Lione nel 1683 in 2 voll., ed ebbe parecchie ristampe (l'ultima, anastatica, è del 1944): non godette della stessa risonanza di quello latino, sebbene abbia costituito il primo impulso allo studio della lingua e della civiltà bizantina, ma è rimasto anch'esso, a tutt'oggi, insostituibile.

Oltre le opere pubblicate, il D. C. lasciò un numero considerevole di lavori manoscritti che andarono variamente dispersi dopo la morte dei suoi figli, ma che il governo francese riuscì in gran parte a ricuperare. Si dividono in tre gruppi: uno, il più ricco, pertinente alla storia di Francia, costituito da una mole rilevante di

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saggi monografici, di studi su questioni e periodi storici, da servire a una storia generale della Francia; il secondo relativo alla storia di Piccardia; il terzo miscellaneo che contiene dissertazioni di argomento svariatissimo. Fra le opere postume sono degne di menzione Les familles d'outre mer, lasciata incompiuta dal D. C., proseguita per decreto del ministro della Pubblica istruzione (1854) da N. R. Taranne, e, dopo la sua morte, da E. G. Rey, pubblicata a Parigi nel 1869; e il Glossaire français, dizionario del francese romanzo stampato come appendice al Glossarium mediae et infimae latinitatis nel l'ed. di Niort 1879.

BIBL.: J.-Ch. Dufresne d'Aubigny, Notice des ouvrages manuscrits de M. D. C., Parigi 1750; id., Mémoire historique sur les manuscrits de M. D. C., 1772; id., Mémoire historique pour servir à l'éloge de Ch. du Fresne D. C., 1776; H. Hardouin, Essai sur la vie et sur les ouvrages de D. C. Amiens 1849; L.-J. Feugère, Etudes sur D. C., in Journal de l'instruction publique, marzo-aprille 1852; Roquefort, s. V. Michaud, Biographie universelle ancienne et moderne, VI, Parigi 1852, pp. 541-543; J. Berger de Xivrey, s. V. in Nouvelle biographie générale, XIV, Parigi 1853, coll. 911-914; L. Favre, nella pref. al Gloss. lat., ed. Niort 1853; M. Esposito, s. V. in DACL, IV (1921), coll. 1654-65.
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Duccio di Buoninsegna - Vergine con Bambino fra due Santi. Londra, British Museum.