DU FOUR (DE FURNO), ANTOINE

DU FOUR (de Furno), ANTOINE. - Predicatore e scrittore ascetico francese, m. nel giugno del 1509. Si fece domenicano a Orléans, sua città natale, e compì gli studi a Parigi. Predicò con grande successo e fu in grande intimità con Luigi XII, di cui era confessore. Promosso nel 1506 a richiesta del re alla sede episcopale di Marsiglia, ne poté prendere possesso solo due anni dopo, perché il sovrano non poteva staccarsi da lui. Morì mentre accompagnava Luigi XII in Italia.

Delle sue opere furono pubblicate: Paraphrase sur les sept psaumes pénitentiaux, e La diète du salut contenant cinquante méditations sur la passion de nostre Sauveur Jésus Christ, ambedue edite a Parigi, 1557-74.

BIBL.: Quétif-Echard, II, pp. 21-22; Hurter, II, col. 1195; Enc. Eur. Am., XXIV, p. 8.

ABELE REDIGONDA

DU FROST de LAJEMMERIAIS, vedova d'Youville, Marie-Marguerite, venerabile. - Donna eminente per santità di vita, per fortezza di carattere e abilità di amministratrice, fondatrice delle Suore della Carità di Montréal, note sotto il nome di Soeurs Grises, n. da nobile famiglia d'origine Bretagne, a Varennes (Canadà), il 15 ott. 1701, m. a Montréal, il 23 dic. 1771. Sposò, il 12 ag. 1722, Francesco Maddalena d'Youville, che morì il 4 lu-

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glico 1730, lasciandola in precarie condizioni finanziarie. Madre di sei figli, di cui due sacerdoti. Per consiglio del superiore del seminario di Montréal, Luigi Normant du Faradon, si consacrò alla cura dei poveri; sul finire del 1737 si aggregò a tale scopo al cune pie compagne, dando origine ad una nuova istituzione caritativa, subito oggetto di calunnie e persecuzioni, cui vennero ad aggiungersi una lunga malattia della D. (sette anni) e gravi strettezzze finanziarie che si aggravarono con un incendio che di strusse la casa dove aveva ricoverato i suoi poveri (31 genn. 1745). Il 2 febbr. seguente firmava con le sue compagne una convenzione chiamata *Engagements primitifs*, considerata come la carta di fondazione della Congregazione, riconosciuta canonicamente nel 1755.

Il 27 ag. 1747, le autorità della colonia canadese le affidarono l'ospedale generale, prossimo a rovina, fondato nel 1694, e diretto sino allora dai fratelli Charon. La D. lo riaprì nell'ott. dello stesso anno, aggiungendovi due reparti: uno detto *Féricho* per le traviate, e un altro (dal 1754), chiamato oggi *Crèche d'Ouville*, per i trovati. Ad una dei suoi eroi corsi per dare un onesto assetto all'ospedale, ella fu oggetto di una sorda ostilità da parte dell'intendente Francesco Bigot, che culminò con la temporanea soppressione dell'ospedale nel 1750. Però Luigi Xv gliene affidava di nuovo la direzione con lettere patenti del 3 giugno 1753. In tal modo l'ospedale e la sua comunità poterono, grazie alla sua indomita volontà, superare la crisi causata dall'occupazione inglese della colonia (1760) e dal grave incendio che ridusse in cenere l'ospedale e buona parte di Montréal (1765). La causa di beatificazione della D. è stata introdotta il 28 apr. 1800.

Bibl.: A. Ferland-Angers, *Mère d'Ouville*, Montréal 1945 (con ed. delle lettere della venerabile, e ricca bibl.): [A. P. Frutaz], *Summarium additionale* (S. Ritium Congr., *Section historica*, 72), Città del Vaticano 1949 (raccolta di documenti su la D. con le tre più antiche biografie, tra cui quella di E.-M. Faillon [1852]).