DURAZZO (albanese *Dürres*). - Antica città illirica (*Dyrrachii*), con annessa colonia greca corinzio-corfonica (*Epidamnon*), fra le prime conquistate nell'Illiria (229 a. C.) dai Romani, che la restituirono al primitivo nome (*Dyrrachion*) e ne fecero il loro più importante scalo adriatico. Divenuta così notevole città di lingua greco-latina, fu metropoli della provincia d'Epiro nuova (poi thema di *Dyrrachion*) fin dal 314 d. C. Quasi mai tocca dai barbari, mantenne sotto i Bizantini, gli Angiò, i dinasti locali (Topia) e i Veneti (1392-1501) il suo antico splendore, perduto poi quasi completamente durante la lunga dominazione turca (1501-1912). Capitale dello Stato albanese (1913-14), è ora capoluogo di provincia.
Si ha ragione di credere che il cristianesimo attacchi se nella provincia e più facilmente ancora nel capoluogo fin dal sec. I. Ma dal sec. IV in poi i suoi vescovi, sempre metropolitani d'una provincia dipendente dal vicariato di Tessalonica, e ricca di suffragane, sono frequentemente presenti nella documentazione dei concili; si hanno notizie d'una vita religiosa bene organizzata e di numerosi templi e monasteri. Benché la città fosse bilingue, la lingua liturgica era la greca; ma dal sec. XI è presente una colonia italiana con proprio clero latino e dal 1204 comincia la serie degli arcivescovi latini che sarà ininterrotta dal 1392 in poi, pure continuando quella dei metropolitani greci. Più vasta era la rete dei suffragani della provincia greca (Croia, Arbano, Scampa, Candavia, Licinio, Apollonia, Billide, Amantia, Aulona, ecc.) che non di quella latina (Alessio, Croia, Arbano, Benda, Stefanese, Prisca), limitata al Nord e all'Est della metropoli, e con inoltre due sedi (Alessio e Arbano) rivendicate da Antivari. Attualmente poi, passata Alessio a Scutari e soppresse le altre, D. è sede arcivescovile latina senza suffragane; sede di rito greco, è unita a Tirana, *aequo iure*, come capo della chiesa ortodossa autocfala nazionale albanese. D. non fu così stabile nell'ortodossia come gli altri vescovati albanesi settentrionali e centrali, avendo subite infiltrazioni di accaniasimo (D. era patria dell'imperatore Anastasio), di scisma dei tre Capitoli, di iconoclasmo e più tardi avendo sempre altalenato fra Roma e Costantinopoli, naturalmente propendendo verso la prima la comunità di rito latino e verso le seconda quella di rito greco. La posizione quindi geografica e il singolare bilinguismo e birutialismo fanno di D. e della provincia una vera e propria regione di frontiera fra l'Oriente e l'Occidente, la cui storia è fra le più caratteristiche.