ELIA DI REGGIO, DETTO LO SPELEOTA, SANTO

ELIA di REGGIO, detto lo SPELEOTA, santo. - Asceta basiliano, n. a Reggio Calabria (non a Bova) ca. l'855, m. a Melicuccà l'11 sett. 960. Fu detto «lo Speleota», perché passò nelle grotte la maggior parte della vita. Si fece monaco nell'880. Quindi passò in Sicilia, vagò per la Calabria, fu a Roma per venerare la tombe degli Apostoli. Al suo ritorno si ritirò in una grotta a Melicuccà, dove lo colse la morte.

BIBL.: La vita fu scritta dal suo discepolo Ciriano e si conserva nel cod. 29 (ff. 29-49) di Messina. Se ne ha una copia nel cod. II, A, 26 della Nazionale di Palermo. La traduzione latina, fatta dal basiliano Antonio Tommasl, si conserva nel cod. Barber. Art. 4460. L'originale greco con la trad. latina è riprodotto in Acta SS. Septentr. III (Parigi 1868), pp. 648-87; A. Agresta, Vita e conversazione del s. p. E. Speleota, nel cod. B, 3, XVII di Gruttierata. S. Careri, Vita del glorioso s. E., Napoli 1760; D. Martire, Calabria sacra e profana, I, Cosenza 1877, pp. 159-62; G. Minati, Lo Speleota, Napoli 1893. Francesco Russo
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“ELIA DI REGGIO, DETTO LO SPELEOTA, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 167. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/elia-di-reggio-detto-lo-speleota-santo.