ELIACIM

ELIACIM. - Figlio di Helcia, eletto da Dio al posto dell'empio e superbo Sohna, secondo Is. 22, 20-25. Servo fedele di Jahweh, è degno di fungere da maggiordomo o primo ministro nella casa di David, sotto il re Ezechia. Quanto Sohna era stato duro, tanto E. fu benigno nell'esercizio della sua altissima dignità sulla casa reale e sulla nazione. Con immagine rispondente ai costumi d'Oriente, Dio dice di lui: «I conficcherò qual cavicchio in luogo saldo, ch'ei sia trono di gloria alla casa del padre suo» (Is. 22, 23).

II Reg., 18, 18 lo presenta qual primo ministro del re Ezechia.

Erano i tristissimi giorni (ca. 700 a. C.) in cui il territorio di Giuda fu in massima parte conquistato da Semacherib e Gerusalemme, stretta da rigoroso assedio, ridotti in condizioni disperate. E. appare quando è intimata la resa (II Reg. 18, 17-37): con Sohna lo scriba il Leone figlio di Asaph, l'archivista, fu mandato sotto le mura della città per sentire le proposte di Semacherib. Nonostante le minacce del rabsake (ufficiale superiore assiso), il popolo non si commosse, ed E. tornò dal re blasfemo udito. Isaìa (22, 25) conclude: «In quel giorno... sarà levato il cavicchio fitto in luogo fermo». Forse E., per debolezza verso i suoi, perdette il posto. Ma è meglio riferire queste parole a Sohna di cui al V. 19 (con J. Knabenbauer), o piuttosto a Gerusalemme, contro cui profetizza Isaìa nel cap. 22. A. Condamin e S. Minocchi credono che si tratti di un'aggiunta posteriore.

Vincenzo M. Jacono