ENNODIO

ENNODIO. - N. da nobile famiglia non si sa con certezza se a Milano, a Pavia o ad Acles, tra il 473 ed il 474. Rimasto orfano in tenera età fu accolto da una zia, alla cui morte si trovò solo ad affrontare le difficoltà della vita, che gli furono alleviate da un fidanzamento con una nobile e ricca fanciulla (Speciosa?) che non arrivò a sposare. Entrò infatti nella carriera ecclesiastica, che abbracciò come espiazione della vita condotta durante il fidanzamento. Da chiarico si occupò della educazione retorica dei giovani, fra i quali fu Aratore.

Fatto diacono, prese le parti di papa Simmaco in lotta con l'antipapa Lorenzo, contro i fautori del quale scrisse, forse nel 503, il Libellus pro synodo in risposta ad una pubblicazione, che cercava di informare le decisioni del Synodus Palmaris (23 ott. del 502). Nel 506-507 fu incaricato, forse da papa Simmaco, di recitare un panegirico per Teodorico. Eletto vescovo fu nel 515 e nel 517 mandato da papa Ormisda in Oriente per indurre l'imperatore Anastasio a ristabilire l'unione delle Chiese di Oriente e d'Occidente, entrambe le volte però con esito negativo. Dopo questo rimbasterio non si hanno altre notizie sicure sulla vita di E.; solo un epitaffio della basilica di S. Michele in Pavia ci informa sulla sua morte avvenuta il 17 luglio del 521.

L'ordinamento cronologico dei suoi scritti fu condotto a termine da qualche suo discepolo o amico, che trascurò tutte le epistole dal 514 al 521 e parecchi scritti, di cui abbiamo notizia dallo stesso E.

Raggruppati per genere secondo l'edizione del Sirmond, le opere sono: 1) 207 Epistulae; 2) 10 Opuscula (Panegirico di Teodorico; Libellus pro Synodo; Vita Epiphanii; Vita Antonii; Eucharisticum; Paracensis didæcolica; Praeceptum de cellulosis; Peritorium quo absolutus est Gerontus; Benedictio cersi I-II); 3) 28 dictiones divise dal Sirmond in sacre e profane; 4) Carmina divisi in due libri di cui il primo ne comprende 21 e il secondo 151.

Imbevuto di retorica E. non sa aprire il suo animo con sincerità né nelle lettere, che egli fa oggetto di attente cure anche quando si rivolge ad amici, né nell'Eucharisticum scritto sulla falsariga delle Confessioni di Agostino, in cui pure fa voto a S. Vittore di mettere da parte gli artifici retorici, di cui sente l'incompatibilità con la sua fede di cristiano. Le poesie inspecabili per la forma, di cui l'autore insofferente delle critiche degli amici è orgoglioso, sono per lo più esercitazioni in cui non mancano argomenti lubrici tratti dalla mitologia e trattati con tono paganeggiante accanto a poesia di pretta ispirazione cristiana. La sua produzione ha soprattutto valore di documento per la conoscenza delle tendenze

e dei gusti letterari del tempo e di fonte preziosa per la storia letteraria e politica del periodo di Teodorico.

BIBL.: Edizioni: J. Sirmond riprodotta in PL 63: Magni Felici E. Osern, ed. W. Hartel (CSRL, 6), Vienna 1882; F. Vonel, E., in MGH, Anatomi antiantistini, Berlino 1885. Per gli studi particolari oltre quelli citati in Schanz, IV, 2, pp. 131-48, cf. per la biografia W. T. Townsend e W. F. Wyatt, Eau. and Pope Syracuse, in Classical and medieval studies in honor of E. K. Rand, Nueva York 1934, pp. 277-91. Per gli influssi classici cf. H. E. Morrow, Some literary reminiscences in Eunodius life of St. Euphanius, in Classical weekly, 20 (1927), p. 193. Sulla lingua e lo stile: A. Dubois, La latinité d'Émude, Parisi 1903; Th. Brit. in Philologus, 1927, pp. 104-82. Per i rapporti con Anatoce cf. R. Anastasi, in Misc. di lett. crisi. aut., 1 (1927), pp. 145-52. Rosario Anastasi
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“ENNODIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 240. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ennodio.