ENRICO BATE da MALINES. - Filosofo e astro-nomo belga, n. il 24 marzo 1246. Compì gli studi filosofici verosimilmente a Parigi e subì, sembra, l'influsso di s. Alberto Magno, di Ulrico di Straburgo, nonché del gruppo averroista capeggiato da Signeri di Brabante. Un manoscritto della Biblioteca Royale di Bruxelles lo dice anche maestro in teologia. Fu in relazione con Guglielmo di Moerbeke.
Traduttore di scritti astrologici dall'arabo e dall'erboico, E. è anche autore di opere astronomiche originali, quali le Tabulae Mechlinenses, la Magistralis ex-peditione astrolabii, e la Nativitas magistri Heurici, orasopo autobiografico. Dubbio il De horis planetarum (Venezia 1493). Ma la sua opera maggiore è lo Speculum matura, il turn et quorumdam divinorum (ed., con nota bibliografica, della 1° a 2° parte di G. Wallerand [Les philos. belges, 11], Lovanio 1931) composto fra il 1363 e il 1310, in 23 parti trattanti problemi gnoseologici e fisici, di scienza naturale, d'astronomia e di metafisica. Mentre l'autore ostenta spesso il suo dissenso da m. Tommaso, accoglie dottrine averroistiche e neoplatoniche, con quel largo spirito eclettico che caratterizza i commenti di Alberto Magno ad Aristotele e quello di Bertoldo di Moosburg alla Elementatio theologica di Proclo. Per il tentativo di accordare Platone con Aristotele, l'opera attirò l'attenzione di Pico della Mirandola che se ne procurò un esemplare.