FABBRIIS, GIUSEPPE. - Scultore, n. a Nove di Basano il 19 ag. 1790, m. a Roma il 22 ag. 1860. Studió a Milano con Gaetano Monti e all'Accademia di Brera, quindi nel 1813 si trasferì a Roma ove entrò in contatto col Canova. Eletto nel 1820 accadernò di S. Luca fu più tardi presidente e reggente perpetuo dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon di direttore generale dei Musei Vaticani.
Corretto, freddo, convenzionale, ma indubbiamente ottimo conoscitore della scultura antica del mestiere, molto noto ed apprezzato ai suoi tempi e poi quasi del tutto caduto in oblio, il F. va considerato come tipico rappresentante della scultura romana della generazione successiva a quella del Canova già volta in senso accademico e purista. Tra le sue opere si ricordano: oltre una statua di M. Napoleone per una delle guglie del duomo di Milano (1811), un busto di G. G. Trissino in Campo dioglio (1817) e ancora a Roma la tomba di Ugolino Maninelli Galilei in S. Giovanni dei Fiorentini, quella di mons. Fontana in S. Carlo ai Catinari, l'altra della contessa Tornati Robilant in S. Andrea della Valle, la tomba di Leone XII in S. Pietro, la statua colossale di quel Santo che è fuori la basilica e la tomba del Tasso in S. Onofrio. Quest'ultima, fra le opere del F., è forse quella che meglio rappresenta l'ulteriore sviluppo della sua arte, nel momento in cui, alla metà del secolo, si orientano, non priva di eleganza, verso il gusto romantico.
Bras.: F. Noach, in Thieme-Becker, XI, pp. 169-170. Emilio Lavagnino