FEDERAZIONE UNIVERSITARIA CATTOLICA ITALIANA (F.U.C.I.) - Il titolo stesso di federazione dice una colleganza di enti che hanno comunanza di scopi ed omogeneità di associati.
I circoli universitari compaiono per tempo nell'Azione Cattolica. Ne sorse uno a Pavia, e fu tra i primi (1874), durante l'episcopato di mons. Parocchi e sotto il suo successore mons. Riboldi, e ne fece parte anche il b. Contardo Ferrini; altri poi ne sorsero, sotto vari nomi, a Milano, a Genova, a Bologna e anche a Roma, dove fu scelto per parirono a Sebastiano, e finalmente a Napoli, Catania e Palermo.
Nel progressivo svilupparsi dell'Opera dei Congressi, sotto la presidenza Paganuzzi, si sentì il bisogno di organizzare e federare queste forze studentesche che davano tanto da sperare per l'Azione Cattolica.
Si fecero allora promotori di una Federazione dei Circoli Universitari, prima di tutto il prof. G. Toniolo, che già nella città di Pisa radunava spesso in casa sua gli amici studenti, e poi il giovane Peppino Micheli di Parma, animatore e preside della sua «Giovane Montagna», d. Romolo Murri a Roma, che in quel tempo raccoglieva attorno a sé i giovani
suoi primi aderenti, ed anche il barone Luigi De Mattheis di Napoli, vice presidente generale dell'Opera dei Congressi.
L'occasione all'attuazione del disegno fu l'XI Congresso Cattolico Italiano, che nel 1896 si doveva adunare a Fiesole con ottime prospettive di risveglio operoso in tutta la Toscana; ed infatti, dopo breve discussione nella sezione competente, la fondazione della F.U.C.I. fu deliberata e ne dette l'annuncio il domenicano p. Antonio Luddi, noto oratore sacro, con discorsi di salute e commenti di G. Toniolo, di Paganuzzi, di d. Murri e di Micheli. La federazione risultava di una discina di circoli, ed ebbe per primo suo presidente il barone Luigi De Mattheis.
Le file si ingrossarono rapidamente. I primi frutti palesi si ebbero nel 1899 quando, celebrandosi a Como il centenario della invenzione della pila A. Volta con un Congresso scientifico, per iniziativa di G. Toniolo, questi si trovò circondato di giovani studenti universitari d'ogni parte d'Italia che gli furono di preziosa collaborazione.
Ma la manifestazione più solenne e clamorosa la si ebbe l'anno seguente 1900, anno santo, quando la F.U.C.I. fu in grado di promuovere un Congresso universitario internazionale a Roma, magnifica adunata a cui parteciparono larghe delegazioni estere insieme a professori e scienziati di chiara fama. I giovani studenti cattolici ebbero significative manifestazioni di simpatia da parte del papa novantenne, Leone XIII, e da parte di tutto l'elemento culturale. Affiorano alla cronaca di quei giorni i nomi di Angelo Mauri, di Giulio De Rossi, poi sacerdote, di Paolo Arcari, di Domenico Russo, di Antonio Boggiano, di Lodovico Necchi, di D. Carlo Sonnenschein e di M. Sangner, che lasciarono nell'Azione Cattolica orme assai distinte.
Alla presidenza del barone De Mattheis successe, in quel tempo, quella di Angelo Mauri di Milano, brillante ingegno, sul quale i dirigenti fondavano rosee speranze. Se non che tutta l'Azione Cattolica, dopo qualche anno, cadde in crisi, e con lo scioglimento dell'Opera dei Congressi (1904) anche la F.U.C.I., per quanto non direttamente colpita, ebbe a soffrire una stasi. La quale per altro fu breve. Ben presto un fresco gruppo di studenti di varie università riprese vigore, a sotto la guida di Mario Augusto Martini di Firenze ricostituì l'organismo centrale, presentandosi filialmente a S. S. Pio X che lo benedisse. Anche il problema dell'assistenza ecclesiastica fu risolto con mezzi propri, venendo acclamato a Milano, a tale ufficio, il giovane prete laureato in legge d. Giandomenico Pini, e cui il card. Ferrari, arcivescovo, fu largo di incoraggiamenti.
La F.U.C.I. aveva così ritrovato la sua via, che percorse senza paure con la sigla sociale F.S.P. (Fides, Scientia, Patria) e con la più schietta adesione al Romano Pontefice.
Non fu per altro senza difficoltà questo secondo periodo: ma la buona volontà vinse tutti gli ostacoli, grazie specialmente ai valorosi presidenti federali a grazie, più di tutto, alla propaganda di d. Pini, che immedesimò per vari anni il suo apostolato con quello per i giovani studenti. Alla F.U.C.I. guardò con occhio trepido, ma benevolo, Pio X, auspicandone l'immunità dai moderni errori; ad essa dette prove di grande affetto, durante la guerra mondiale, Benedetto XV, che rivendicava anche per sé l'appartenenza ad un circolo universitario (quello di Genova): alla F.U.C.I. dette attestati eloquenti Pio XI, nel riordinare tutta l'Azione Cattolica, legittimando anche il ramo femminile e soprattutto nominando presidente generale Igino Righetti, con mons. G. B. Montini per assistente (1923), essendo passato mons. Pini all'assistenza generale della Gioventù Cattolica.
Sotto la presidenza Righetti, la F.U.C.I. ebbe periodi di floridezza a periodi di prova: da ricordarsi il Congresso di Macerata, osteggiato dai fascisti, e le giornate vessatorie del 1931, che furono tali per tutta l'Azione Cattolica.
La quiete non tardò molto a ritornare, e con essa la ripresa. Nel 1932, un Congresso nazionale tenuto a Cagliari rivelò la rinnovata vitalità di questa organizzazione,
con il suo carattere inconfondibile, fatto di perfetta letizia e al tempo stesso di serio indirizzo culturale e religioso.
Dopo il Congresso di Trento (1934), il suo presidente generale Igino Righetti, autore del movimento laureati, cedette il comando, tenuto per nove anni, a Giovanni Ambrosetti di Verona (a mons. Montini era successo nel 1933, come assistente centrale, mons. G. Anichini), e dopo di lui, chiamato alle armi, subentrò il dott. Aldo Moro, che alla sua volta ebbe per successore, nel 1942, Giulio Andreotti.
Le dure prove della seconda guerra mondiale, se rallentarono alquanto l'azione fucina, non riuscirono tuttavia ad arrestarla; tantoché, nel 1944, appena attenuato il fragore delle armi, la F.U.C.I. pote raccogliere le file sotto un nuovo presidente che fu Ivo Murgia.
Nei nuovi statuti dell'Azione Cattolica, la F.U.C.I. sia maschile che femminile, ebbe il suo definitivo ordinamento a carattere diocesano e delineato lo scopo della formazione degli studenti di scuola superiore.
Nel 1946, si celebrò il cinquantesimo anno di vita della F.U.C.I. e furono chiamati a raccolta i vecchi e i nuovi fucini nel luogo di origine, a Fiesole, dove nel suggestivo tentò romano si svolse la celebrazione, che fu detta la festa della fedeltà.
Negli ultimi anni, la presidenza passò da Ivo Murgia a Carlo Moro e da questi a Romolo Pietrobelli, segnando sempre nuovi avanzamenti sia nella parte organizzativa che culturale.
Il più recente Congresso nazionale (XXX della serie) si tenne a Genova, nel Teatro Carlo Felice (3-6 sett. 1949), con la partecipazione di duemila congressisti universitari e del presidente generale del Management International Etudiantes Catholiques (M.I.E.C.) Pio Romana, a cui la F.U.C.I. è collegata. - Vedi rav. LXXIV.
BIBLI: Atti del XI Congresso Cattolico Italiano, Padova 1897; G. B. Montini, Azione Cattolica Universitaria, Roma 1920; G. P. Dore, D. G. Pini, Todi 1936; G. Anichini, Cinquanta anni di vita della Foci, Roma 1973; G. B. Scaglia, Associazione universitaria di d. C., ivi 1938; A. Baroni, Igino Righetti, ivi 1934; C. Moro, L'Azione Cattolica Universitaria, ivi 1950; Azione Furiosa, periodico; Ricerca, periodico; Studium, periodico; Lettricità della Foci, cuodersi (Studium). Guido Anichini