FIGLIE DI MARIA

FIGLIE DI MARIA. - Associazione di giovane, che ha lo scopo di onorare la S.ma Vergine con particolari pratiche di pietà, promuovere la santificazione personale dei membri e l'apostolato familiare e sociale, secondo i metodi e gli statuti dei diversi rami.
ORIGINI. - Più di una famiglia religiosa ha il merito di aver riunite le giovani in una specie di Congregazione ad onore di Maria. Nel sec. XIV prosperava in Ravenna, nella chiesa di S. Maria in Porto, dove si venerava la celebre Madonna Greca, una Confraternita mista di Figli e F. di M. Le Memorie Portuensi (redatte nel sec. XIV su documenti anteriori: copia del sec. XVII nella Biblioteca Classense; A. Benini, La basilica rinascimentale di S. Maria in Porto e i suoi cimeli, Ravenna 1950, pp. 27-29) ne fanno istituire il b. Pietro degli Onesti (de Honestis),

detto il Peccatore, canonico regolare del sec. XII. Questa
Confraternità divenne presto famosa sin per la qualità
che per il numero dei confratelli, insigni personaggi,
perfino imperatori, vi diedero il nome. Nel 1290 gli iscritti
superavano i centomila.

Nel '600 un altro canonico regolare della Lorena,
s. Pietro Fourier (1565-1640), istituì un duplice sodale
per mantenere nella gioventù femminile la pietà marina;
nel 1620 cresce, con uno speciale regolamento, la Con-
gregazione delle Figlie secolari o esterne, per le ex-allieve
delle Canonichese regolari da lui fondate; nel 1637
fece approvare dal vescovo diocesano, per la sua par-
rocchia di Mattaincourt, una Confraternita sotto il titolo
della Immacolata Concezione. L'associazione radunava,
dopo i Vespri dei giorni festivi, le giovani ex-allieve dai
quindici anni in su per onorare la Vergine Immacolata
ed ascoltare per istruzioni. Le congregate portavano
come distintivo uno scapolare di colore celeste, che aveva
impresa da una parte l'immagine della Immacolata Con-
cezione, dall'altra l'iscrizione: «Maria è stata concepita
senza peccato». Ebbe l'approvazione della S. Sede, ma
solo per i monasteri delle Canonichese regolari di Notre-
Dame. Innocenzo X le concesse numerose indulgenze
(cf. P.-J. Rogie, Histoire du bienf. Pierre Fourier, I,
Verdun 1887, pp. 138-39; J.-B. Vuillemin, La vie de
st Pierre Fourier, Parigi 1897, p. 305).

A metà del sec. XVI è seguita p. Giovanni Leone
Flammingue, professore nel Collegio Romano, formò
tra i suoi alunni un'associazione marina, avente gli stessi
scopi, approvata nel 1584 da Gregorio XIII ed onorata
poi del titolo di Prima-Primaria. Tre secoli dopo, sul-
l'esempio del titolo dei Gesuiti, le Dame del S. Cuore
crearono la stessa associazione per le allieve dei loro pen-
sionati e nel 1832 per le signore esterne sotto il titolo
dell'Immacolata Concezione.

D'una Congregazione di F. di M. per giovane,
nelle parrocchie, si fa cenno nella vita di Marie-Rose
(Eulalia Durocher, 1811-55; cf. P. Duchaussois, Rose du
Canada, Montréal 1932, p. 103). Questa Congregazione,
la prima del Canada, fu eretta canonicamente il 26 mag-
gio 1842 dal P. Telmon, O. M. I., e la prima «superiora»
ne fu appunto la Durocher.

Ma tutte le associazioni ricordate erano circoscritte
ad un luogo o riservate ad un determinato Ordine reli-
gioso e non ebbero uno sviluppo vitale e duraturo. Le
associazioni mariane femminili viventi hanno il loro veri
inizi nel sec. XIX.

I. F. di M. Immacolata. - L'origine si ricollega
con le apparizioni della S.ma Vergine a s. Caterina
Labouré (1830) ed è così formulata dalla Santa:
«Un giorno dissi: sig. Aladel [il direttore spirituale
della suora], la S.ma Vergine vuole che cominciate
un'associazione di F. di M. Voi ne sarete il fondatore
e il direttore». Prima del 1830 nelle case della Figlie
della Carità, come per Parigi alla Provvidenza della
Rue Oudinot (1820) e, pare, a S. Medardo e alla
Maddalena (cf. M. Chevalier, La médaille miraculeuse,
l'ense, Parigi 1878, pp. 340-41), esistevano già as-
sociazioni di F. d. M., ma erano casi isolati. Si trattava
di organizzare e diffondere l'iniziativa e il desiderio
della Vergine apparve come un celeste invito. P.
Aladel (1800-69) si mise all'opera.

La prima associazione fu eretta nella parrocchia di
St-Pierre-du-Gros-Caillou a Parigi (8 sett. 1837). I gruppi
si moltiplicarono rapidamente. Dieci anni dopo (1848)
un rescritto di Pio IX accordava in perpetuo al superiore
generale dei Preti della missione la facoltà di erigere
l'associazione in tutte le scuole di giovanette dirette dalle
Figlie della Carità, con tutte le indulgenze concesse alla
Congregazione marina Prima-Primaria del Collegio
Romano. Questo favore si estenderà più tardi ai fanciulli
poveri (1850), alle giovanette in generale (1876), alle
parrocchie che ne faranno domanda (1931). Il primo
manuale (1848), restato sostanzialmente fino ai nostri
giorni (ultima ed. 1948), dà precise indicazioni sul fun-
zionamento e l'organizzazione dell'associazione. Gli An-

nales des Enfants de Marie, dal 1919 sostituiti dal pe-
riodico mensile Rayons, come organo centrale, in varie
edizioni per le diverse classi di Figlie, e da un gran nu-
mero di bollettini nazionali e regionali (in Italia, Maria
nostra luce, Torino dal 1894), tengono vivo lo spirito, le
iniziative, gli scopi dell'associazione: onorare e fare ono-
rare Maria Immacolata, santificazione personale e eser-
cizio di un vero e fattivo apostolato. Le Figlie hanno una
propria organizzazione centrale e periferica. In alcune
parti sono a carattere diocesano e nazionale e costituiscono
il vivio delle dirigenti di Azione Cattolica, nella forma
comune e specializzata. L'associazione ebbe le prime
ramificazioni in Italia a metà del secolo scorso. A Roma
la prima fu stabilita nella parrocchia di S. Giovanni dei
Fiorentini nel 1862. Da questo cibo origine la Pia Unione
delle F. di M. (v. sotto), alla quale diede vita nel 1864,
sotto la direzione del parroco di S. Agnese fuori le mura
in Roma, p. Passeri, la parrocchia Costanza Lepri, Figlia
di M. di S. Giovanni dei Florentini, assieme ad alcune
altre associate. La Lepri aveva aperto presso la chiesa
di S. Agnese una scuola per giovanette e volle istituire
tra loro l'associazione. La Pia Unione, autorizzata dal
direttore delle Figlie di S. Giovanni de' Florentini, ed
organizzata con gli stessi metodi, manuale, statuti e
regolamenti, s'andò affermando poi nelle parrocchie, fu
decorata del titolo di Primaria e diventò uno dei rami
più importanti dell'associazione (cf. C. Uttini, Relazione
succinta dei vantaggi opportuni dall'Associazione delle
Figlie... in Roma nei primi 25 anni dalla fondazione,
Roma 1887, p. 7). Secondo la statistica del 1948, le Figlie
contano 500.000 iscritte, distribuite in 5000 sedi.

BIML: M. Chevalier, La médaille miraculeuse, Parigi 1878;
E. Cassinari, Il Centenario della medaglia miracolosa, Roma 1930,
pp. 207-39; La médaille miraculeuse, in Annales de la Mission,
95 (1930), pp. 453-56 (cf. in particolare pp. 546-55); E. Carrez,
La nostra vicente, in Annali della Missione, 56 (1949)
pp. 22-33.

2. F. di M. Immacolata Ausiliatrice. - La loro
origine risale a M. Giovanni Bosco, il quale deside-
rava che, anche per le giovanette come per i giovani,
si istituisse un sodalizio nel quale trovassero i mezzi
necessari per esser formate alla purezza e all'apo-
stolato.

Fin dai primi anni della seconda famiglia reli-
giosa (1877), vivente ancora il Fondatore e la con-
fondatrice, madre M. Dom. Mazzarello, «l'esemplare
Figlia di M. (Pio XI), si ebbero vari tentativi per
costituire tale associazione.

Ma l'idea fu attuata solamente durante il ga-
verno del successore d. Michele Rua, che l'8 die.
1895 la istituiva ufficialmente in Valdocco (To-
rino), innestata all'arciconfraternita dei devoti di
Maria Ausiliatrice. Negli anni successivi crebbe ra-
pidamente specialmente per impulso del servo di
Dio di Filippo Rinaldi. Ebbe regolamenti, medaglia
e stendardo propri. Con rescritto dell'8 die. 1941
la S. Sede ha concesso al rettor maggiore dei Sale-
siani la facoltà di erigere canonicamente nelle case
dell'istituto. Le Figlie nel 1945 contavano 294 cen-
tri e ca. 100.000 iscritte.

BIML: anno., Piccolo manuale delle F. di M. Immacolata
Ausiliatrice, Torino 1945.

3. Pia Unione delle F. di M. - Dopo le appar-
izioni della Vergine S.ma a S. Caterina Labouré (1830)
e la definizione del dogma dell'Immacolata (1854),
associazioni mariane germogliarono in più parti. Per
suggerimento e iniziativa della marchesa Costanza
Lepri, il parroco di S. Agnese, fuori le mura di Roma,
d. Alberto Passeri, poi abate generale dei Canonici
Regolari Lateranensi, il 23 genn. 1864 fondò un'as-
sociazione di Figlie sul tipo e con i regolamenti di
quella già esistente nella casa delle Figlie della Ca-
rità a S. Giovanni de' Florentini (della quale la

Le pri era membro), ma carattere parrocchiale. Apprezzando poi della circostanza che la santa titolare della sua chiesa era la giovanetta romana venerata in tutto il mondo il p. Passeri ottenne che l'Associazione venisse eretta con il titolo di "Pia Unione delle F. di M. sotto il patrocinio della Vergine Immacolata e di s. Agnese V. e m." (30 sett. 1864).

Il p. Passeri modificò anche, in parte, il regolamento originario, inserendolo in un suo Manuale delle F. di M. che ebbe, in seguito, 47 edizioni. Pio IX, con lettere apostoliche. L'arrivo di speciali indulgenze e, con breve del 15 febbr. 1866, l'inalizzò al grado di primaria, trasferendo poi il 4 febbr. 1870, nell'abate generale dei Canonici Regolari Lateranensi, la facoltà di aggregare ad altre associazioni di F. di M. canonicamente erette, che ne facessero richiesta.

Numerosissime sono state sempre le domande di aggregazione alla Primaria di S. Agnese onde partecipare i privilegi ed oggi (1930), raggiungono la cifra di ca. 13 mila.

La S. Congregazione delle Indulgenze, nel 1897, fissò ed indulgenzò, per tutte le F. di M. aggregate, una medaglia speciale da portarsi indosso come distintivo.

Ciò che caratterizzò, fin dal suo nascere, la Pia Unione delle F. di M. di S. Agnese, fu, oltre la devozione alla Martire romana, la sua universalità. Le altre Congregazioni mariane, allora, o non avevano il titolo di F. di M. o erano, di fatto, prevalentemente erette a beneficio dell'elemento maschile con preferenza per gli studenti e per i giovani delle classi elevate, come lo era la celebre Congregazione della "Scaletta"; o, se avevano questo titolo, erano riservate esclusivamente alle giovani viventi negli Istituti diretti da religione. La Primaria di S. Agnese, invece, ebbe subito un carattere popolare e parrocchiale.

Le singole P. Associazioni, poi, sono completamente autonome nella totale dipendenza dall'Ordinario che, salva l'essenza della istituzione, può dar loro quegli statuti che giudica più convenienti per raggiungere il fine inteso nella fondazione della Primaria, con la quale mantengono, dopo l'aggregazione, solo una unione morale.

Bibl.: A. Passeri, Manuale grande ed uso della F. di M., 47a ed., Roma 1928; La F. di M., periodo messe, organo della Primaria di S. Agnese pubblicato a Roma dal dic. 1867 in poi. Annibale Bugnini

FIGLIE DI MARIA (St-Denis de la Réunion). - Congregazione religiosa fondata a Rivière des Pluies (Isola della Riunione) il 19 maggio 1849; il 27 dello stesso mese ricevette l'autorizzazione governativa con un decreto di Napoleone III. Nel 1891, il 28 gennaio, col decreto di Jode entrava nell'ambito delle religioni di diritto pontificio e il 16 dic. 1901 veniva approvata da Leone XIII.

La Congregazione era sorta per catechizzare le schiave trasferite in quella colonia e scopo di sfruttamento. Vénuto mano l'ideale primitivo con l'abolizione ufficiale della schiavitù, le religione si occuparono di scuole, di orfani, di abbandonati, di ammalati in ospedali e di

milito nei campi di missione dove la Congregazione è stata composta.

Le costituzioni furono approvate la prima volta il luglio 1934, e poi definitivamente il 13 dic. 1948. Le religione sono 273 in 48 case.

Bibl.: Arch. S. Congr. dei Religiosi, D. 2; M. Heimbucher, Die Orden und Konqregationen der katholischen Kirche, II, Padua 1934. p. 515.

FIGLIE DI MARIA, dettate SUORE DI SANTA F. LOMENA. - Istituto religioso sorto a Louvres in Francia nel 1841 per opera dei pp. gesuiti Fuollet e Robin, i quali affondarono la formazione del primo nucleo delle iscritte alle religione di Nostra Signora del Cenacolo, dalle quali l'Istituto si staccò e prese vita autonoma nel 1858. Le suore hanno cura della gioventù che lavora in fabbriche, stabilimenti, opifici, ecc., nonché dei malati a domicilio. Fu approvato dalla S. Sede nel 1936 e conta al presente 25 case con oltre 200 religiose.

SILVERIO MATTEI