FILARETE di CALABRIA, santo. - Asceta basiliano, n. a Palermo nel 1020 da genitori calabresi, deportati dai Saraceni, m. il 6 apr. 1070. La sua famiglia riacquistò la libertà nel 1038 e con essa F. si portò in Calabria. Nel 1040 era a Reggio; poco dopo si ritirava nel monastero di Aulinas, presso Tauriano; quindi a Sinopoli e infine, a 25 anni, a S. Elia sopra Palmi, dove si mise sotto la guida ascetica dell'abate Oreste, che lo esercitò con rigore nella vita spirituale. Fu sottoposto a molte mortificazioni e infine fu messo a guardia della scuderia. Ma si impose ai coetanei, che lo consideravano un santo. Fu venerato con culto pubblico a S. Elia (Palmi), al quale fu aggiunto il suo nome, e a Palermo, nella cui cattedrale si conservano alcune reliquie.
FILARETE DI CALABRIA, SANTO
BIBL.: La vita fu scritta in greco dal suo discepolo il monaco Nilo e si conserva nel cod. 29 (ff. 3-14) della Biblioteca universitaria di Messina, con copia nel codd. II, E. 11 di Palermo e II, A. 26 di Napoli. Fu tradotta in latino da A. Fiorito e pubblicata da O. Gaetani, in Vitae SS. Sicularum, II, Palermo 1637, pp. 112-127, e in Acta SS. Aprilis, I (1865), pp. 603-16; A. Mongiore, Vita di s. F. condensare, Palermo 1703; D. Martire, Calabria sacra e prolana, I, Cosenza 1877, pp. 296-304; M. Amar, Storia dei musulmani in Sicilia, II, Catania 1935, pp. 471-72.
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“FILARETE DI CALABRIA, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 775. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/filarete-di-calabria-santo.