FILARETE DI CALABRIA, SANTO

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FILARETE di Calabria, santo. - Asceta basi-liano, n. a Palermo nel 1202 da genitori calabresi, deportati dai Saraceni, m. il 6 apr. 1070. La sua famiglia riacquistò la libertà nel 1038 e con essa F. si portò in Calabria. Nel 1040 era a Reggio; poco dopo si ritirava nel monastero di Aulinas, presso Tauriano; quindi a Sinopoli in fine, nel 25 anni, a S. Elia sopra Palmi, dove si mise sotto la guida ascetica dell'abate Oreste, che lo esercitò con rigore nella vita spirituale. Fu sottoposto a molte mortifcazioni e infine fu messo a guardia della scuderia. Ma si impose ai coetanei, che lo consideravano un santo. Fu venerato con culto pubblico a S. Elia (Palmi), al quale fu aggiunto il suo nome, e a Palermo, nella cui cattedrale si conservano alcune reliquie.

Bibl.: La vita fu scritta in greco dal suo discepolo il monaco Nilo e si conserva nel cod. 29 (ff. 3-14) della Biblioteca universitaria di Messina, con copia nei cod. II, E. 1; di Palermo e II, A. 26 di Napoli. Fu tradotta in latino da A. Fiorito e pubblicata da O. Gaetani, in *Vita S.S. Siciliana*, II. Palermo 1637, pp. 112-117, e in *Acta S.S. Aprilis*, I (1865), pp. 603-616; A. Mongitore, *Vita di S. F. confessore*, Palermo 1703; D. Martire, *Calabria sacra e profana*, I, Cosenza 1877, pp. 206-304; M. Amari, *Storia dei musulmani in Sicilia*, II. Catania 1935, pp. 471-472.