FILIBERTO, santo. - N. nel 616-20, m. il 20 ag. 685. Apostolo e patrono della Vandea. Di nobile famiglia, probabilmente originaria di Eauxe, fu educato alla corte di Dagoberto I, dove godette dell'amicizia di s. Ouen arcivescovo di Rouen. Disgustato della mondanità della corte, e 21 anni, si fece monaco a Rebaïs sotto l'abate s. Agila di cui fu successore.
All'inizio del suo governo sostenne un'aperta ribellione di alcuni monaci. Forse è seguito alla propria esperienza si propose un piano di riforma della vita monastica e, lasciato Rebaïs, visitò parecchi monasteri della Francia e dell'Italia, specialmente Luxeuil e Bobbio per studiare sul posto le regole e lo spirito dei diversi Ordini. Da allora non si occupò più di Rebaïs e pensò a nuove fondazioni. Ca. il 650 fondò sulla Senna il celebre monastero di S. Pietro di Jumièges e ne fu il primo abate; poco dopo fondò in una località imprecisata un monastero femminile cui propose Austerberta già badessa di Port-le-Grand, in seguito stabilitosi definitivamente a Pavilly. Nel 677 F. fuggendo la persecuzione di Ebroino, si rifugiò presso Ansoaldo vescovo di Poitiers, il quale lo aiutò a fondare nell'isola di Her il monastero di Noirmoutier, poi chiamato di S. Filiberto. Nel 683-84, morto Ebroino, poté tornare a Jumièges e fondò a Montvilliers un altro monastero femminile. Dopo la morte dell'amico s. Ouen (684), partì da Jumièges, vi lasciò abate s. Acardo e si ritirò a Noirmoutier.