FISCHER, ERLAICH JOHANN BERNHARD von. - Architettto, n. a Graz nel 1636, m. a Vienna il 5 apr. 1723. È il maggiore degli architetti austriaci del periodo barocco. Venuto giovane in Italia fu, a Roma, allievo, verosimilmente, di Carlo Fontana, ma studiò con particolare attenzione anche le opere del Bertini e soprattutto quelle del Borromini. Nel 1687 era a Vienna a servizio dell'imperatore Giuseppe I, quindi affermava le proprie qualità di architetto costruendo il Castello di Frain in Moravia, quello di Engelhardtstein e quindi il mausoleo imperiale di Graz.
Nel 1693 cominciò ad operare a Salisburgo per il conte di Thun, arcivescovo della diocesi, al cui servizio rimase fino alla morte di quel presule, avvenuta nel 1709, costruendo fra l'altro le quattro chiese salisburghesi della S.ma Trinità, dell'Ospedale di S. Giovanni, delle Orsoline e la Collegiata, che è tra le sue opere maggiori. Frattanto dopo, a Vienna, lavorava alla costruzione di altri edifici, alcuni anche di carattere civile quali i famosissimo Castello di Schönbrunn, portato a compimento dopo la sua morte dall'architetto N. Pacassi, il Palazzo Strattmann-Windischgrätz, quello del principe Eugenio, poi Ministero delle finanze, quello degli Schönborn ecc. Tuttavia a Vienna la sua architettura più caratteristica, e quella che meglio lascia individuare gli elementi italiani della sua cultura, è la chiesa di S. Carlo Borromeo, portata a compimento, dopo la morte del suo ideatore, dal figlio di lui Joseph Immanuel F. V. E. (n. a Vienna il 19 sett. 1693, m. ivi il 29 giugno 1742), pur esso architetto di grande valore ed al quale fu anche affidato - fra le altre cose - il compimento dell'edificio della Biblioteca nazionale che era già stato iniziato dal padre nel 1722.