FISIOGRATIA, FISIOGRAZIA

FISIOGRATIA, FISIOGRAZIA. - Dottrina economica enunciata in Francia da Francesco Quesnay, il fondatore dell'economia politica come scienza sistematica e, nello stesso tempo, il fondatore dell'individuazione nella scienza economica, cui egli dette appunto il nome di fisiofizica, cioè «impero della natura» (dal gr. φύσις = natura, χαρτός = dominio).

La fisiofizica non è, veramente, soltanto una teoria economica, ma anche una parte della filosofia dell'illuminismo. Partendo dalle idee materialistiche del tempo, essa insegna che i fenomeni economici e morali debbono essere considerati come fatti di natura, così come si considerano leggi di natura i fenomeni fisici e le leggi che li governano. Compito essenziale dello Stato è quello di garantire la sicurezza e i diritti dell'individuo. Tra questi è il diritto naturale economico, che consiste nel godimento delle cose che l'individuo produce con il suo lavoro, e quindi nel diritto all'esistenza. Altro diritto è quello di migliorare il più possibile la propria condizione, in interese economico. Dalla ricerca di questo interesse scaturisce un ordine naturale, che ha le sue basi nelle leggi della natura, in contrapposto con l'ordine storico creato dagli uomini. Ne deriva come conseguenza necessaria il principio che l'individuo deve agire liberamente. Alla domanda quale sia l'attività economica secondo natura, la fisiofizica insegna che il lavoro della terra è, secondo l'ordine naturale, il primo. Su questo soltanto, e specialmente sull'agricoltura, si basa la produzione della ricchezza in genere tutta l'economia. Non il denaro, il commercio, il traffico e l'industria sono le fonti del benessere, ma l'agricoltura, che rende possibili queste altre attività, le quali per natura loro non producono mai soltanto cambiamento di natura o luogo. Con ciò la classe dei contadini (in quel tempo specialmente i fittavoli di fronte ai grandi proprietari nobili) risulta la vera classe economica di competenza produttiva. Ad essa si contrappongono la classe dei proprietari, che si dedica alla politica, e la classe sterile dei commercianti e degli industriali. A queste tre classi attive aggiunge, come classe passiva, quella degli operai salariati: questa non ha in sé nessuna attività economica, poiché non è formata di imprenditori, ma riceve un reddito fisso (salario); entra quindi in considerazione solo come classe consumatrice e perciò dev'essere raccomandata in modo particolare alle cure del governo. Naturalmente, poiché il lavoro agricolo è la fonte di tutta la ricchezza, l'agricoltura deve venir favorita, ed essa può prosperare solo se i prezzi dei cereali si mantengono elevati, perché solo in questo caso essa può dare un alto prodotto netto e pagare così alti salari alla classe dei proprietari, degli industriali e dei lavoratori. Perciò devono cadere tutte le limitazioni all'esportazione dei cereali. E siccome il suolo è l'unica fonte di ricchezza, deve anche da solo portare il peso dei tributi allo Stato, tanto più che qualunque onere fiscale imposto a un'altra classe ricade in conclusione sulla classe dei grandi proprietari: da qui nasce il concetto caratteristico della fisiofizica, dell'imposta fondiaria come imposta unica e diretta. Le imposte indirette non si possono ammettere, in quanto impacciano il commercio e gravano sul popolo.

Come si vede, la fisiofizica ha un doppio fondamento. Dal punto di vista sociale e filosofico poggia sul diritto di natura: i diritti sacri ed eterni dell'individuo non devono essere toccati. L'altro fondamento sta nel concetto di un andamento naturale della vita economica e sociale: dato infatti che le leggi economiche non possono essere in contraddizione con le leggi naturali della convivenza sociale, in quanto esse stesse sono leggi dell'ordine naturale, le seguire il diritto naturale, ossia il proprio interesse, porterà a sviluppare la vita economica nel modo più naturale, e quindi migliore.

La fisiofizica ebbe come principali rappresentanti, oltre a Quesnay, Turgot, Badeau, Dupont de Nemours, Mercier de la Rivière, Mirabeau il vecchio; ebbe qualche rapporto con Smith e qualche idea derivò da Cantillon.

Bram.: A. Oncken, Oeuvres économiques et philosophiques de Quesnay, Parigi 1888, con un'ampia introduzione; A. Labriola, Le dattine economiche di F. Quesnay, Napoli 1897; Guntzberg, Gesellschafts und Staatslehre der Physiokraten, Lipsia 1907; Ch. Gide-Ch. Rist, Histoire des doctrines économiques depuis les physiocrates jusqu'à nos jours, Parigi 1909; G. Weutersse, Le mouvement physiocratique en France de 1758 à 1770, 1810; id., Les physiocrates, 1813; L. Binaudi, Contributi fisiofizici alla teoria dell'ottima imposta, Torino 1923; F. Vito, Introduzione

all'economia politica, 7° ed., Milano, pp. 46-53; A. Fensiani, Storia delle dottrine economiche, Il naturalismo, Milano 1946, pp. 64-137; id., Mercantilismo e fisicrazia, in Quest. di st. mod. a cura di E. Rota, ivi 1048, pp. 465-83. Sulla fisicrazia in Italia, cfr. L. Bulferetti, L'assolutismo illuminato in Italia, Milano 1944 (con la bibl. precedente); M. Petrocchi, Il tramonto della Repubblica di Venezia e l'assolutismo illuminato, Venezia 1950, passim. Celestino Melzi