FOPPA, VINCENZO. - Pittore, n. a Brescia ca. il 1427 a m. nella stessa città nel 1515 o 1516. Scolaro dapprima, forse, nella bottega dei Bembo a Brescia, benché subisse poi l'influsso stilistico di Jacopo Bellini e del Mantegna, seppe creare un proprio linguaggio pittorico, caratterizzato da grande monumentalità, forza chiaroscurale e purezza di disegno quasi toscana. Per oltre un trentennio visse a Pavia, dove si era trasferito con la propria famiglia nel 1456.
Di quello stesso anno è la drammatica Crocifissione della Galleria Carrara a Bergamo, sua prima opera firmata. Lavorò poi a Milano, eseguendo per Francesco Sforza nel Banco Mediceo il grande affresco La giustizia di Traiano, del quale si conoscono solo i disegni preparatori (Museo Federico di Berlino; Ashmolean Museum di Oxford), ed affrescando per Pigello Portinari Storie di s. Pietro Martire ed i Quattro dottori della Chiesa nella cappella Portinari, iniziata da Michelozzo nel 1462 a compiuta nel 1468, in S. Eustorgio. Solo recentemente questo ciclo di affreschi è stato restituito al F. e vien considerato uno dei complessi più importanti della sua attività. Nel 1475 eseguì il grande politico per la chiesa di S. Marie delle Grazie a Bergamo, oggi nella Pinacoteca di Brera, e nel 1485 due affreschi raffiguranti l'uno La Madonna con il Bambino tra i ss. Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e l'altro Il martirio di s. Sebastiano, entrambi nella stessa galleria, provenienti dalla demolita chiesa di S. Maria di Brera. Del F., che è considerato il fondatore della scuola milanese, si conservano opere nel Castello Sforzesco di Milano e nei musei di Berlino, Glasgow a Londra. Ebbe vari scolari fra i quali il Bergognone e Vincenzo Civerchio, ed esercitò una grande influenza sul Butinone, lo Zenale, Zanetto Bugatto, Bonifacio Bembo e Lodovico Brea. Secondo il Lomazzo avrebbe pure scritto un trattato di prospettiva.
