FORDICIDIA. - È una festa romana magico-agraria, dedicata a Tellure, che si celebrava il 15 apr. In ognuna delle trenta Curie e sul Campidoglio (Ovidio, Fast., IV, 633-36), alla presenza dei pontefici e delle vestali, veniva immolata una vasca gravida (bos forda), dalla quale i servi delle vestali estraevano il feto che veniva bruciato e le cernier conservate dalle stesse vestali come rito di lustrazione il 21 apr., festa delle Parille, insieme con il sangue del cavallo immolato nelle precedenti idi di ott.
È evidente il significato magico del rito; la vegetazione deve uscire dal seno della Terra Madre, come il feto dal ventre della vasca immolata (Ovidio, loc. cit., 671-72). La tradizione attribuiva l'istituzione di questa festa a Numa, in tempi difficili per l'agricoltura e per la pastorizia, interpretando così l'oracolo di Fauno, che aveva sentenziato doversi placare Tellure immolando due esistenze in una sola vittima. Certo il rito aveva in origine un valore magico inteso a provocare per simpatia il parto della terra, cioè la vegetazione ed il bestiame, mediante il sacrificio di un animale veramente fecondo. Il sacrificio continuò a celebrarsi nelle Curie e sul Campidoglio anche quando fu dedicato a Tellure un tempio nelle Carine, nel 271 a. C. Accanto alla forma F. si ha anche Fordicalia (Giovanni Lido, De mens., 4, 49), Hordicalia (Varrone, De re rust., 2, 5, 6) e Hordicidia (Festo, Epit., p. 102).