FRANCESCA SAVERIO CABRINI, santa. - N. S. Angelo Lodigiano il 15 luglio 1850, m. a Chicago al 22 dic. 1917. Dopo una giovinezza dedita allo studio di agli esercizi di pietà, conseguit, nel 1868, a Lodi il diploma magistrale. Orfana di padre nel 1869 e di madre nel 1870, rimase sola perché la sorella era andata a raggiungere il fratello in Argentina.
Insegnò per due anni a Vidardo, ove maturò la sua vocazione. Non ammessa fra le Figlie del S. Cuore, né poi fra le Canossiane di Crema, per le condizioni di salute, nel 1874 andò direttrice della Casa della Provvidenza a Codogno, fondata dalla signora Tondini; ma la vocazione in portava alla vita missionaria più che a quella di semplice suora. Fondò infatti il 14 nov. 1880 l'Istituto delle Missionarie del S. Cuore, aggiungendo al suo nome quello di Saverio, in ossequio al grande Santo missionario. Le costituzioni furono approvate il 12 ag. 1881. Nel 1887 aprì la prima casa a Roma e su consiglio di Leone XIII, si dette alla grandiosa opera dell'assistenza agli emigrati italiani in America, confermata in questo proposito da un provvidenziale incontro con mons. G. B. Scalabrini, vescovo di Piacenza. Nel 1889 con sette suore partì per gli Stati Uniti, ove iniziò, fra contrarietà e avversità d'ogni genere, le molte e bellissime opere che ora vi forniscono rigogliose: scuole d'ogni genere, ospedali, orfanotrofi. Intancabile fu la sua attività e ben 13 volte, benché in disgrazie condizioni di salute, traversò l'oceano, visitando anche l'America centrale e meridionale e fondandosi alcune case. Gli italiani d'oltre oceano ebbero in lei una valida protettrice, un aiuto grandissimo; a buon diritto quindi è chiamata la Santa degli emigrati, e a farla dichiarare tale oggi c'è una vasto movimento.
Animata da profondo spirito apostolico, sorretta da una fede incrollabile, fu cara ai papi Leone XIII, Pio X - Benedetto XV. I grandi e gli uomini di Stato si sentivano

FRANCESCA SAVERIO CABRINI, santa - Ritratto.
(da D. De Luca, Parole sparese dalla S. C., Roma 1923, tav. 1. t.)
FRANCESCA SAVERIO CABRINI, santa - Ritratto.
clesia S. Marie Nove, et immagnam fetuit, immo redoluit; et quia sanctissime vite fuit, tota civitas honoraverit summum.
La continuità della fama della sua santa vita, iniziarasi durante la sua dimora terrena, non cessò più. I miracoli avvenuti per sua intercessione, prima e dopo la morte, raggiunsero un numero ragguardevole, tanto che nei processi per la causa della canonizzazione i testimoni dissero che udito l'annunzio della morte di lei un popolo immenso trasse a rendere alla salma spontaneo e reverente omaggio, e a venerare il sepolcro. E quel grido di animazione, levatosi intorno alla sua salma, non è ancora spento nel memore e devoto ricordo del popolo romano. Fu canonizzata da Polo V il 29 maggio