FRANCESCO DE GERONIMO, SANTO

FRANCESCO de Geronimo, santo. - Gesuita, missionario popolare, n.° Grottaglie (Taranto) il 17 dic. 1642, m. a Napoli l'11 maggio 1716. Abbracciò dapprima la carriera ecclesiastica e, ordinato sacerdote (1666), passò quattro anni nell'assistenza dei giovani nel Collegio dei nobili a Napoli, meritandosi da parte degli alunni il titolo di «prefetto santo». Entrato nella Compagnia di Gesù (1670), fu quasi subito applicato alle missioni popolari nella diocesi di Otranto (1671-74), dove si rivelarono così pienamente le sue doti di predicatore efficace, che, chiamato a Napoli, vi rimase fino al termine della vita, intentò alla sua cara «missione napoletana», la quale doveva sostituire le tante volte invano richieste missioni tra i pagani.

Tre ministeri particolari comprendeva il suo incarico: prima di tutto la cura dell'«oratorio delle missioni», congregazione di artigiani per l'apostolato laico. Egli si seppe tanto entusiasmare con le prediche e con le premure che si prendeva delle loro famiglie e della loro situazione, che li trasformò in validi cooperatori, i quali lo seguivano dappertutto, mantenevano l'ordine, gli conducevano i peccatori. La seconda opera, cui attese, fu la Communione generale della terza domenica del mese. La sapeva preparare così bene, che i partecipanti non furono mai meno di 12-14.000. Ma il suo ministero principale era la predicazione all'aperto, agli angoli delle vie, nei punti più malfamati, dove la sua parola, affiancata spesso da miracoli strepitosi, ottenne i più mirabili successi. Non trascurò le opere di assistenza sociale per gli ammalati, le donne pubbliche convertite, le ragazze pericolanti.

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(fol. Girenden)
Frangisco I di Valoie, se di Francia - Rilotto. Disegno a matita, scuola di Chouci - Chantilly, Museo Condé.

i trovatelli, i degenti nelle prigioni, meritandosi così l'appellativo di padre dei poveri, di taumaturgo, di protettore della città. Il suo corpo si conserva ora « Grattaglie (Taranto). Benificato da Pio VII il 2 maggio 1806, fu canonizzato da Gregorio XVI il 26 maggio 1839. Festa l'11 maggio.

Buss.: Di somma importanza è il Summarium de virutibus (Roma 1751), dove si trova lo scritto del Santo: Brevi notizie delle cose di storia di Dio accadute nell'esercizio delle sante missioni di Napoli da 1 a 6 anni in qua (1678-93), quando si può richiamare in memoria: riportate da G. Boero, S. P. di G. e le sue missioni dentro i fiori di Napoli, Firenze 1882, pp. 67-78. Delle vite: c. C. Stradotti, Della vita del p. F. di G., Napoli 1710; S. Bagnati, Vita del vero di Dio p. F. di C., 1715; A. Muzzarelli, Raccolta di avvenimenti singolari e documenti autentici spettanti alla vita del b. F. di G. estratti dai processi, Roma 1866; L. degli Oddi, Vita di s. F. di G., 1839; J. Bach, Histoire de s. F. di G., Metz 1807; P. M. D'Aria, Un restauratore sociale. Storia critica della vita di s. F. di G., Roma 1943 (fino solo il vol. 1). Degli appunti usati numerosi delle sue prediche, si sta preparando l'edizione. Celestino Testore