FRATELLI CELLITI (ALESSIANI). - Società di frati laici fondata nel sec. XIV in Romania per l'assistenza ai malati. Di queste società caritative se ne trovano parecchie nello stesso secolo, specialmente durante la terribile peste europea del 1348, quando Clemente VI concesse grazie spirituali a coloro che prestassero la loro opera a favore delle vittime di tanta sciagura. I C. sopravvissero a questa epidemia, anzi ebbero un forte sviluppo.
Si chiamarono anche alessiani dal loro protettore s. Alessio. Più comune però fino al presente è rimasto il loro appellativo di C., derivato da Zelle, cioè camera, o sepoltura, come credono alcuni, perché tra le opere buone a cui si consacravano era quella del seppellimento dei morti. Nei Paesi Bassi si chiamarono Lollardi. Troviamo per la prima volta il nome di C. in una bolla di Eugenio IV del 1431. Con un'altra del 1459 Pio II prescrisse loro di vivere con voti religiosi, poiché fino ad allora si erano contentati della vita comune senza regola determinata, benché sembri che in qualche casa si osservasse quella del Terz'ordine francescano. Finalmente Sisto IV, nel 1472, impose a tutti la regola agostiniana, concedendo nello stesso tempo una serie di privilegi, confermati poi da Giulio II e Urbano VIII. In conseguenza di ciò i C. si propagarono assai in Germania, in Belgio e in Olanda, ma durante la Rivoluzione Francese e nei seguenti moti sociali e politici furono quasi estinti. Esistono ancora alcuni conventi in Germania con la casa madre di Aquisgiana, in Belgio, in Inghilterra e negli Stati Uniti. L'abito è una tonsa nera con lo scapolare dello stesso colore e cappuccio rotando. Più numerose sono le callettine o Alessiane, chiamate pure dal vestito « Suore nere » in tutto simili ai C.
Si contano oggi ca. 400 religiosi.