FRUMENZIO, santo. - Apostolo dell'Abissinia e primo vescovo di Aksum. N. a Tiro verso il 310-320, giunse in Abissinia in modo impensato. Condotto ancor giovane in India assieme al fratello Edesio dal filosofo di Tiro Meropio, al ritorno approdarono in un porto abissino, probabilmente Adulis. Sorta una lite fra i viaggiatori e gli indigeni, questi massacrarono l'intero equipaggio, risparmiando solo i due giovani, che condussero schiavi alla corte di Aksum. Quivi adibiti F. a tesoriere e Edesio a coppiere del re, seppero presto guadagnarsene il favore, tanto che alla sua morte furono pregati dalla regina di rimanere per aiutarla nel governo del regno e nell'educazione dell'erede in età ancor tenera. Accondiscessero ai desideri della regina.
F. fu investito di grande autorità, della quale si valse per favorire la pratica religiosa tra i mercanti cristiani soggiornanti nel regno, precedendoli in ciò con l'esempio ed erigendo una chiesa. Quando il principe ascese al trono, ottennero di ritornare in patria. Edesio andò diretto a Tiro, ove si stabilì e divenne prete. F. passò per Alessandria per riferire a s. Atanasio le speranze della Chiesa ad Aksum e pregarlo di inviarvi un vescovo. Atanasio giudicò F. il più adatto allo scopo, lo ordinò vescovo e lo rinviò ad Aksum, ove esercitò il sacro ministero con grande successo sino alla morte, verso il 386, ottenendo la conversione di un gran numero di indigeni e dello stesso re 'Ezāna'. Di questo sono state ritrovate quattro iscrizioni: le prime tre lo mostrano ancora pagano, la quarta già cristiano. La stessa evoluzione appare dalle monete. L'imperatore Costanzo tentò di portare il disordire e guadagnare l'Abissinia all'arianesimo scrivendo nel 356 una lettera al re Acizanas ('Ezāna') e al fratello Sesezanas, in cui attascava Atanasio e li pregava di inviare F. ad Alessandria per esservi istruito nella fede dal vescovo atiano Giorgio. Anzi, secondo Filostorgio, vi avrebbe inviato anche il vescovo Teofilo per promuovervi l'arianesimo, però senza alcun risultato.
La cronologia rimane un po' incerta, non potendosi stabilire con precisione la data dell'arrivo di F. ad Aksum a quella della sua ordinazione episcopale. E poco probabile la notizia di Rufino, che lo fa consacrare prima del 330. I Bollandisti dimostrano con argomenti plausibili che F. arrivò ad Aksum verso il 340, si recò ad Alessandria verso il 347 e ritornò in Abissinia solo verso il 351-52.
Rufino, per aver udito la narrazione della notizia su F. dalle labbra stesse di Edesio, rimane la fonte principale, alla quale hanno attinto Socrate, Sozomeno, Teodoreto e i Sinassari orientali. Festa il 27 ott.