FRUMENZIO, santo. - Apostolo dell'Abbissinia e primo vescovo di Aksum. N. a Tiro verso il 320, giunse in Abissinia in modo impensato. Contro dottore ancora giovane in India assieme al fratello Edesio dal filosofo di Tiro Meropio, al ritorno approdando in un porto abissino, probabilmente Adulis. Sarta una lite fra i viaggiatori e gli indigeni, questi massacraron l'intero equipaggio, risparmiando solo i due giovani, che condussero schiavi alla corte di Aksum. Quivi adibiti F. a tesoriere e Edesio a copiare del re, seppero presto guadagnarsene il favore, tanto che alla sua morte furono pregati dalla regina di rimanere per aiutarla nel governo del regno e nell'educazione dell'erede in età ancora tenera. A-condiscosero ai desideri della regina.
F. fu investito di grande autorità, della quale si valse per favorire la pratica religiosa tra i mercanti cristiani soggiovani nel regno, precedendoli in ciò con l'esempio di erigendo una chiesa. Quando il principe accese il trono, ottennero di ritornare in patria. Edesio andò direttamente a Tiro, ove si stabilì e divenne prete. F. passò per Alessandro da per riferire a S. Atanasio le speranze della Chiesa di Aksum e pregarlo di inviarvi un vescovo. Atanasio giudicò F. il più adatto allo scopo, lo ordinò vescovo a rinviò ad Aksum, ove esercitò il sacro ministero con grande successo sino alla morte, verso il 380, ottenendo la conversione di un gran numero di indigeni e dello stesso re'Ézana. Di questo sono state ritrovate quattro iscrizioni: le prime tre lo mostrano ancora pagano, la quarta la cristiano. La stessa evoluzione appare dalle monete. L'in-persitore Costanzo tentò di portare il disordine e guadagnare l'Abbissinia all'arianesimo scrivendo nel 356 una lettera al re Aciazanas ('Ézana') e al fratello Saezanas, in cui attaccava Atanasio e li pregava di inviare F. ad Alessandro per esservi istruito nella fede dal vescovo ariano Giorgio. Anzi, secondo Filostorgio, vi avrebbe inviato anche il vescovo Teofilo per promuovervi l'arianesimo, però senza alcun risultato.
La cronologia rimane un po' incerta, non potendosi stabilire con precisione la data dell'arrivo di F. ad Aksum quella della sua ordinazione episcopale. È poco probabile la notizia di Rufino, che lo fa consacrare prima del 320. I Bollandisti dimostrano con argomenti plausibili che F. arrivò ad Aksum verso il 340, si recò ad Alessandria verso il 347 e ritornò in Abissinia solo verso il 351-352.
Rufino, per aver udito la narrazione delle notizie su F. dalle labbra stesse di Edesio, rimane la fonte principale, alla quale hanno attinto Socrate, Sozomeno, Teodoro e i *Sinasari* orientali. Festa il 27 ott.