GABAON (ebr. Gibh'ôn). - Città fortificata del paese di Canaan (Ios. 10, 2), la principale della confederazione hevea (Ios. 9, 2). Fu risparmiata, con uno arrattagemma dei suoi capi, dallo sterminio durante l'invasione israelitica (Ios. 9). Giosuè le riconobbe la sovranità e la difese contro l'attacco dei re amorrei nell'epica giornata di G. (Ios. 10).
È identificata con il villaggio di el-Gib, che conserva l'inizio dell'antico nome, adagiato nel sommo di una collina conica (710 m.) a formato da una serie di gradini concentrici naturali nel centro di un'ubertose campagna. È irrorata da 8 sorgenti.
Città levitica (Ios. 21, 17) della tribù di Beniamin (Ios. 18, 25), fu teatro di combattimenti feroci fra i parrigiani di Saul e quelli di David (II Sam. 12, 16) presso la grande piscina - «le grandi acque di G.» (Ier. 41, 46) - riconoscibile ancor oggi, sebbene ricoperta, a sud del paese in mezzo ad uliveti. Essa era forse alimentata per mezzo di un canale sotterraneo artificiale, simile a quello di Gerusalemme e di Gezer (şimûr), da una sorgente che rampolla in fondo ad una grotta.
Presso il «gran sasso di G.» avvenne la preditoria uccisione di Amasa (II Sam. 20, 8). Dopo l'esilio, i Gabaoniti presero parte alla ricostruzione delle mura di Gerusalemme.
«L'altura del Signore in G.», dove furono uccisi i discendenti di Saul (II Sam. 21, 6), visitata da Salomone per offrirvi sacrifici davanti al tabernacolo (I Reg. 3, 4; I Par. 16, 39; 21, 29), corrisponde probabilmente a Nebi Simeuil che, a due km. a sud, domina con la sua vetta di 150 m. la pianura di el-Gib.