GARET (GARETIUS), JEAN

GARET (Garetius), JEAN. - Teologo, n. a Lovanio all'inizio del sec. XVI, m. nel 1571. Divennato canonico regolare di S. Agostino, tenne successivamente la direzione spirituale di due monasteri femminili presso Anversa e a Gand.

Appassionato cultore di scienze sacre, scrisse con copiosa erudizione e perfetta ortodossia: De vera praesentia corporis Christi in sacramento Eucharistiae (Anversa 1651), che, arricchita di nuove trattazioni, ripulablisò sotto diversi titoli nel 1563 e 1569; di questa fonte si servirono A. ARNALDISTI (v.) e P. Nicolò nella compilazione della celebre Perpétuité de la foi catholique touchant l'Eucharistie: De mortuis vivorum precibus iuvandis (Anversa 1564); De invocazione Sanctorum (Gand 1570). Le opere del G. sono citate con onore dal Bellarmino e da altri illustri controversati.

BIBL. Hurter, II, col. 13; I. Forget, s. V. in D'ThC. VI, coll. 1158-60; P. Polman, L'élément historique dans la controverse religieuse du XVIIe siècle, Gembloux 1932, pp. 251-52 (si noti l'esagerata insistenza del G. nell'affermare l'invariabilità assoluta del dogma). Antonio Pislanti

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“GARET (GARETIUS), JEAN.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1153. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/garet-garetius-jean.