GAZOFILA-CIO (*GÖTZYDA-KRON*)

GAZOFILA-CIO (*Götzyda-kron*). - Da yā'zā (cf. *Act. 8*, 27; che in persiano significa *tesoro*) e *gulāsezin* (= *cu-stodir*): nei Settanta, nei Vangeli, presso Giuseppe Flavio e Strabone indica il luogo ove si custodiva il tesoro del tempio di Gerusalemme e, per metonimia, il tesoro stesso.

Il tesoro del santuario, costituito da Mosè, accresciuto da doni di fedeli e sovrani, subì diverse vicende e spogliazioni (*Ex. 30*, 11-15, 21).

16; *I Mach.*, 1, 21-24; *II Mach.*, 3, 5, 21).

Nel tempio restaurato da Erode il Grande il g. doveva trovarsi in locali a destra dell'atrio delle donne. Secondo il Talmud nel g. v'erano 13 tronchi svasati, con apertura superiore a forma di tromba (*šōphārōth*) ove i fedeli gettavano i doni.

Gesù insegnò nel g., ossia nelle adiacenze (*Io. 8*, 20). L'odò la vedova che gettò nel g. due piccole monete (*leptē*) a tutto quello che possedeva, e differenza dei ricchi vanitosi che vi gettavano molto ma del superfluo (= *Mt. 12*, 41-44; *Lc. 21*, 1-4).

Bibl.: H. Lesêtre, *Gavophylax*, in DB, III, coll. 133-38. Pietro De Ambroggi