GELSO. - Filosofo del sec. II autore di scritti contro il cristianesimo. La persona, l'opera, il pensiero di C. ci sono noti solamente Origene (v.) nel Contra Celsum. Filosofo platonico, fu da taluni identificato, pare a torto, con l'omonimo seguace della scuola epicurea, autore del Kretz mäyow («Contro i maghi»), amico di Luciano. Scrisse un'opera contro i cristiani, probabilmente in due libri (Origene, op. cit., IV, 36), l'Αλγηθης λόγος («La vera dottrina»). Quest'opera ci fu conservata nella citata confutazione di Origene, secondo il Neumann almeno per 9/10, di cui ca. 3/4 nel testo letterale; il Glöckner pensa che solo all'inizio della confutazione di Origene non abbia riprodotto integralmente il testo, mentre in tutto il resto non avrebbe omesso che delle ripetizioni e dei particolari insignificanti. Fu composta probabilmente in Egitto fra il 178-80.
È il primo scritto di ampio respiro della polemica anticristiana, in cui i vari motivi già noti sono sistemati, sviluppati e accresciuti con materiali nuovi. C. attacca il cristianesimo armato d'una buona conoscenza delle correnti filosofiche del tempo, attingendo volentieri, oltre che al platonismo, alla dottrina epicurea. Conosce pure la Bibbia, vari apocrifi, la primitiva letteratura apologetica. È al corrente delle condizioni dei cristiani, delle dottrine ortodosse ed eretiche, specialmente gnostiche. Taccia i cristiani d'ignoranza, d'oscurantismo, di fanatismo; considera il Vecchio Testamento come un tessuto di favole antropomorfiche, Gesù un ciarlatano impotente a salvarsi, abbandonato dai suoi discepoli; ritiene assurda l'Incarnazione; nega il valore dei miracoli e delle profezie; rinfaccia ai cristiani le loro divisioni; rifiuta la Risurrezione; afferma che Cristo lesse Platone, da cui molto desunsero i cristiani; conclude invitando i cristiani a riprendere posto nella vita sociale per far fronte unico coi pagani contro il pericolo barbarico.
Non priva d'interesse in se stessa per l'acume e la vivacità polemica, l'opera è importante, soprattutto storicamente, come documento della mentalità pagana di fronte al cristianesimo. Infatti particolarmente sulla polemica anticristiana del neoplatonismo; Ierocle vi si ispirò, anche nel titolo, nei Αλγηθης λόγος. Certi atteggiamenti di C. perdurano anche nel razionalismo moderno.
GELSO
Bibl.: Opere: in Origene: PG 2, 641-1632; P. Kötschau, Die griech. christl. Schriftsteller der ersten drei Jahrh., I-II, Berlino 1899. Ricostruzione di Th. Keim, Celsus' Wahres Wort, Zurigo 1873; O. Glöckner (Lietzmann, Kleine Texte, 151), Bonn 1924. Studi: G. Bareille, s. V. in DThC, II, coll. 2090-2100; E. Buonaiuti, Una polemica religiosa al III sec. in Riv. storico-critica delle scienze teol., 2 (1906), pp. 832-530; J. Geffken, Zwei griechische Apologeten, Lipsia e Berlino 1907, pp. 256-67; O. Glöckner, C. 'Αλγηθης λόγος, Münster 1923; id., Die Gottes- und Weltanschauung des C., in Philologus, 82 (1927), pp. 320-52. A. Miura-Stange, Celsus und Origenes, Giessen 1926; P. de Labriolle, La réaction païenne, Parigi 1934, p. 109 sq.; R. Bader, Der 'Αλγηθης λόγος des Kelsos (Tübinger Beiträge zur Altertumswissenschaft), Stoccarda-Berlino 1940; A. Wifstrande, Die wahre Lehre des Kelsos, Lund 1942; O. Cataudella, C. e gli apologeti cristiani, in Nuovo Didaskaleion, Catania 1947. Michele Pellegrino