GERONA, DIOCESI DI

GERONA, DIOCESI di. - La diocesi di G. (Spagna) confina ad ovest e a sud con le diocesi di Urgell, Vich e Barcellona. È suffraganea di Tarragona e conta un totale di 390.000 ab., dei quali 389.000
GERONA, DIOCESI di. - La diocesi di G. (Spagna) confina ad ovest e a sud con le diocesi di Urgell, Vich e Barcellona. È suffraganea di Tarragona e conta un totale di 390.000 ab., dei quali 389.000

cattolici, in una superfice di 4965 kmq. È divisa in 15, arcipresbiteriali, con 385 parrocchie servite da 529 sacerdoti diocesani e 64 regolari, un seminario conciliare a G. e un seminario minore di S. Maria del Collell a Bañolas; 12 comunità religiose maschili e 114 femminili. Patrono della diocesi è S. Narciso, vescovo di G. (29 ott.).

Doveva già esistere nel sec. III dal momento che Prudenzio ne cita il diacono Felice, martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano. Innocenzo I parla di un vescovo di G. in una lettera indirizzata al Concilio di Toledo dell'anno 400. Nell'epoca della dominazione visigota va ricordato il vescovo Giovanni Biclarense, autore di un Chronicon abbastanza noto. Nel sec. IX la diocesi di G. incorporò quella di Ampurias, che è ancor oggi compresa nel suo territorio. Nei sec. XI, XII, XIII e XIV il vescovo e il Capitolo di G. ebbero una grande forza feudale e larghe e ricche proprietà. Continue lotte vi furono, in quell'epoca, tra il vescovo e i conti di Besalù e di Ampurias. Una insigne figura di vescovo fu, nel sec. XV, quella di Giovanni Margarit, cardinale del papa Sisto IV.

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Continue lotte vi furono, in quell'epoca, tra il vescovo e i conti di Besalù e di Ampurias. Una insigne figura di vescovo fu, nel sec. XV, quella di Giovanni Margarit, cardinale del papa Sisto IV.

La Cattedrale e la chiesa collegata di S. Felix istituirono, rispettivamente nel sec. VIII e nel XIV, delle scuole. Nel 1560 vennero istituiti gli «Estudis generals». G. posse, sede oggi uno dei migliori musei diocesani di Spagna. Nel Museo provinciale un bel sarcofago cristiano (Wilpert, Sarcofagi, I, tav. 69, 2, p. 88; II, pp. 338, 348). La diocesi conserva altresì preziosi tesori letterari tra cui le Omelie di S. Beda il Venerabile (del sec. X o XI), un Beato del sec. X e la Bibbia cosiddetta di Carlo V del sec. XIV. Al sec. XIV-XV appartengono due celebri figure: il poligrafo Francisco Eiximenis e l'inquisitore Nicolás Eymerich.

Con gli eserciti dei Franchi che lottarono contro gli Arabi entrarono nella diocesi molti monaci che popolarono di monasteri la regione. Tra il sec. IX e il X sorgono, tra gli altri, i seguenti monasteri: S. Pere de Roda, S. Maria de Roses, S. Miguel de Cruilles, S. Felice de Guixols, S. Maria d'Amer, S. Pere de Besaú, S. Pere de Camprodon. Nel sec. XI S. Miguel de Fluvià, S. Maria de Cervià, S. Pere de Gallignas. Nel sec. XII Vialbertrant.

La diocesi possiede numerosi monumenti di stile gotico, tra cui soprattutto è notevole la Cattedrale con la navata di m. 22, 80. Ma il valore archeologico più rilevante sta nelle chiese romaniche della diocesi. Bastano, oltre a quelli citati, i nomi di S. Maria de Llado, S. Pere Cercada, S. Maria, S. Pere, S. Vincenç de Besalù (tutte chiese romaniche della diocesi). Nella capitale, poi, sorgerono le chiese di S. Nicolau, S. Pere de Gallignas e S. Daniel, anche esse romaniche. Nella chiesa di S. Felice sono collocati cinque sarcofagi cristiani (Wilpert, Sarcofagi, I, tav. 110, p. 118; II, pp. 334, 36; III, p. 50; I, tav. 111, 1; II, p. 113, 308, 310, 334-35; I, tav. 112, 3, p. 128; II, p. 111; I, tav. 158, 3, p. 2; 117; II, tav. 196, 1, pp. 251-61; III, p. 45). - Vedi tav. XIII.

Bibl.: F. Dorca, Colección de noticias para la historia de los mártires de G., Barcellona 1806; España sagrada, XLI-II-XLV, Madrid 1819-32; J. Villanueva, Viaje literario a las iglesias de España, XII, 1819-32; J. Villanueva, Noticias históricas, Olot 1904 e 1908; J. Puig y Cadafalch, J. Falguera J. Goay, L'Arquitectura románica a Catalunya, Barcellona 1906-19; Guía de la Iglesia y de la Acción católica española, Madrid 1943, pp. 178, 200 sq., 329, 641-53; J. Pl. Cargol, G. histórica, Gerona 1947; (per cortesia del rev. prof. G. Cases) (sec. X e XI) - Gerona.

Geronxà, Diocesi di - Chiese di S. Felice e di S. Pietro di Gallignas (sec. X e XI) - Gerona.

guardano le notizie biografiche di G. G. abate: A. Rossotti, Sylabus scriptorum Pedem., Mondovi 1668; D. V. Valsecchi, G. G. abate O.S.B. sostenuto autore de libri dell'Iniziazione di Gesù Cristo, Firenze 1724; F. Napione, Disertazione epistolare intorno all'autore del «De Imitatione Christi», 1818; id., Dissert. seconda intorno al manoscritto d'Arona, in Mem. Accad. di Torino, 33 (1825); F. Cancellieri, Notizie storiche e bibliografiche di G. G., Roma 1809; G. De Gregory, Histoire du livre de De Imitatione Christi..., 2 voll., Parigi 1843; A. Torri, Dell'Iniziazione di Gesù Cristo, Firenze 1855; P. Canetti, Notizie biografiche di G. G., Vercelli 1879; C. Mella, Della vita e degli scritti di G. G. Introduzione all'Iniziazione, testo di lingua, 4ª ed., Torino 1880; C. Wolfsgruber, G. G., sein Leben und sein Werk de J. C., Augusta 1880; E. Puyol, L'auteur du livre de De Imitatione Christi, 2 voll., Parigi 1890; P. G. Bonardi, L'autore italiano della Iniziazione di Cristo G. G., Biella 1938. Cf. anche M. A. Cusani, Raccolta di diocesani vercellesi celebri scrittori, manoscritti dell'Archivio metropolitano di Vercelli. Riccardo Pitigliani.