GERTRUDE VAN OOSTEN. - Mistica, n. ca. il 1300 a Voorburg (Olanda), m. a Delft il 6 genn. 1358. Vari scrittori la chiamano o santa o beata; Bollando le dà il titolo di venerabile. I genitori poveri la collocarono a servizio presso una famiglia a Delft. L'umile lavoro non le impedì di avere una vita interiore molto intensa e nascosta al mondo. Si legò d'amicizia con alcune pie fanciulle, con le quali eseguiva dei canti religiosi sulle pubbliche piazze per incitare i passanti all'amore del suo Divino Sposo.
Delusa in un onesto fidanzamento, G. entrò nel Beghinaggio della stessa città, dove la sua vita spirituale conobbe nuovo slancio. Aveva particolare devozione alla Passione di Gesù che le imprese le stimmate, già 18 anni prima della morte. La sua vita mistica è caratterizzata da molti fenomeni straordinari, e la sua umiltà e purezza, la sua abnegazione e mortificazione, la vita di carità e di zelo, la sua unione con Dio sembrano dimostrarne l'origine divina. Dei suoi canti restano solo due, dei quali tuttavia si discute ancora l'autenticità. Si pretende che dal primo verso del canto più noto: Het déghiet in den Oosten («Il giorno spunta all'oriente») sarebbe derivato il suo soprannome (van Oosten). Gedolfo, ancora nel 1631, afferma di conoscere l'esistenza delle sue poesie manoscritte, che però oggi si considerano perdute.