GIAVARINO (GYOR), DIOCESI DI

GIAVARINO (GYOR), DIOCESI di. - In Ungheria, suffraganea di Strigonia. Fu fondata da s. Stefano (997-1038), primo re degli Ungheresi, da lui convertiti alla fede di Cristo. La diocesi si estendeva allora su tutto il territorio delle contee di Sopron e di Moson, e sulla maggior parte del territorio delle contee di Gyor, Komaron, Veszprém e Vas, nell'angolo nord-occidentale dell'Ungheria attuale.

La tradizione indica, già nel 1001, l'esistenza del vescovato. Il primo vescovo fu il monaco benedettino Radla, amico e discepolo di S. Adalberto, vescovo di Praga. Il successore fu Modesto, il cui nome viene commemorato sui ricordi dell'incoronazione di re Andrea I (1046-60). Il vescovo Hartvik, incaricato dal re Colomano (1095-1114), scrisse ca. il 1111, in base a fonti storiche, la vita del santo re, la celebre leggenda di s. Stefano. Il vescovo Ugrin Csak (1188-1204) fu un celebre guerriero, poi anche arcivescovo di Strigonia (Esztergom). Il vescovo Gregorio (1223-41), il 18° tra i vescovi di G., fu inviato ripetutamente come legato del re al papa Gregorio IX; morì sul campo di Mohi (nell'Ungheria nord-orientale) nella tragica battaglia dell'esercito ungherese contro i Mongoli. Il vescovo Amedeo II (1254-63) consacrò la chiesa di Jak, una delle più belle del periodo romano-gotico in Ungheria. Il grande consigliere del re Mattia Corvino (1458-90), il card. Tomaso Bakocz, prima di diventare arcivescovo di Strigonia e cancelliere del re Vladislau II (1490-1516), fu vescovo di G. (1486-94). Il vescovo Biagio Paksi (1525-26) fu ucciso nella fatale battaglia di Mohacs (nell'Ungheria del sud), che iniziò da parte dei Turchi l'invasione e l'occupazione della maggior parte dell'Ungheria, protratta per ca. 150 anni. I vescovi Zacaria Delphine (1566-72) e Gregorio Draskovich (1578-87) furono elevati alla porpora. L'ultimo divento poi vescovo di Zagabria e luogotenente della Croazia. Giorgio Szechenyi (1658-85) poi arcivescovo di Strigonia, una delle figure più significanti della storia della Chiesa ungherese, fondò il Seminario diocesano, un collegio di Gesuiti e diverse altre scuole. Leopoldo Kolonich (1685-95) fece costruire varie chiese, scuole, ospedali e ospizi di vecchi, e come vescovo di G. fu elevato alla dignità cardinalizia. Agostino Keresztely (1695-1725) prima di cominciare la carriera ecclesiastica, come ufficiale partecipò alla riconquista di Buda contro i Turchi. Durante il vescovato del conte Francesco Zichy (1743-83) il territorio della diocesi fu sensibilmente ridotto; le parrocchie nella contea di Veszprem furono aggregati al 'antico diocesi di Veszprem; quelle invece della contea di Vas formarono con altri territori la nuova diocesi di Sabria (Szombathely). Lo Zichy fece anche grandi sacrifici per i lavori di restauro della Cattedrale, la quale fu allora ornata da affreschi e quadri dal pittore barocco Maulbertis. Anche il tesoro della Cattedrale fu arricchito da lui di preziosi doni. Il card. Giovanni Simor, arcivescovo di Strigonia, per un certo tempo fu anche vescovo di G. (1857-64). Il vescovo Giovanni Zalka (1867-1901) fu uno scrittore ecclesiastico e spiegò anche un'attività considerevole in favore della Chiesa, della società e della nazione. Il fondatore del nuovo Seminario diocesano fu il vescovo conte Nicola Szechenyi (1901-11). Il successore Arpad Varady (1911-14), eccellente canonista, merita considerazione, quale presidente della società di S. Ladislau per la cura spirituale degli Ungheresi emigrati. Durante la prima guerra mondiale il vescovo della diocesi fu Antonio Fester. La seconda guerra mondiale donò alla diocesi un vescovo martire, il barone Guglielmo Apor, che fu ucciso da un soldato russo, perché difese energicamente la vita e l'onore dei suoi fedeli, rifugiati nel ricovero del Palazzo vescovile durante l'avanzata dell'esercito rosso, nel marzo del 1945.

Oggi nelle 180 parrocchie della diocesi ca. 350 sacerdoti secolari e ca. 60 sacerdoti religiosi svolgono la loro attività. Il numero dei fedeli arriva ai 400.000. Nel 1948 si contavano ancora 280 scuole cattoliche elementari e medie, nelle quali ca. 400.000 bambini e giovani ricevevano una educazione religiosa e civile. Purtroppo in quell'anno tutte le scuole cattoliche furono nazionalizzate. Il capoluogo della diocesi è G. (Györ). Tra i suoi bei monumenti i più importanti sono quelli religiosi. Quali insigni monumenti dello stile gotico ungherese si citano le cappelle di Hedervari (1404) e di Doczy (1498). Un bel esemplare barocco è la chiesa dei Benedettini, già dei Gesuiti (1641).

A G. si trovano anche le istituzioni religiose più importanti della diocesi: il Capitolo dei canonici, il quale durante l'occupazione turca per un certo tempo fu trasferito a Sopron; il Seminario diocesano; varie case di religiosi (Benedettini, Carmelitani) e religiose (Orsoline); il ginnasio-liceo dei Benedettini per ragazzi e delle Orsoline per le femmine e una grande scuola magistrale diocesana, istituiti caduti nel giugno 1948 sotto la legge della nazionalizzazione. G. è così non solo un centro dell'industria e del commercio dell'Ungheria, di nord-ovest, un anello di congiunzione tra Budapest e Vienna, ma anche un importante centro religioso e culturale nella vita ungherese. Gerardo Békés