GIOSAFAT, santo. - Arcivescovo, martire, n. nel 1580 a Vladimir in Volinia, m. il 12 nov. 1623 a Vitebsk.
S. G. (di nome di famiglia Giovanni Kuncewicz) nacque da una famiglia nobile «ortodossa», ma decaduta. Lavorò da commesso di un commerciante a Vilna, dove aderì alla unione ecclesiastica conclusasi allora a Brest. Nel 1604 prese l’abito monacale col nome di G. nel monastero basiliano della S.ma Trinità a Vilna, come primo novizio del primo monastero basiliano aperto dopo la unione. Nel 1609 fu ordinato sacerdote e divenne superiore dei nuovi monasteri a Byten, a Żyrovice e finalmente a Vilna.
Il 12 nov. 1917 il metropolita unito Veljamin Rutskij, suo connovizio, lo consacrò vescovo di Vitebsk e lo destinò coadiutore di Gedeone Brolnich, arcivescovo di Polock, al quale succedette l’anno seguente. Si dedicò alla riforma del clero e alla istruzione del popolo con si grande successo, che eccitò l’odio dei dissidenti guidati dall’arcivescovo scisma-tico Melezio Smotryckij. Durante una visita pastorale a Vitebsk la folla, aizzata dai demagoghi scismatici, assalì l’arcivescovo G. nel suo palazzo e lo uccise a colpi di randello e di ascia.
La sua salma oltraggiata fu gettata nel fiume Dvina. Ritrovata, venne seppellita nella cattedrale di Polock. Fu beatificato il 16 maggio 1643 e canonizzato il 29 giugno 1867, proprio mentre inferiva in Russia la persecuzione contro i cattolici di rito orientale. Il suo corpo a causa delle guerre fu trasferito prima a Bialia (Polonia) e poi a Vienna nella chiesa di S. Barbara degli uniti. Il martirio e il culto di S. G. contribuirono molto alla diffusione e consolidazione dell’unione ecclesiastica di Brest. La sua festa si celebra il 12 nov.