GIOVANNI E PAOLO, SANTI, MARTIRI

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GIOVANNI e PAOLO, santi, martiri. – Intricate, oscure e controverse sono le notizie che li riguardano. Sono commemorati nel Martirologio geronimiano il 26 giugno; gli antichi Sacramentari hanno parecchie Messe in loro onore; sono ricordati dagli Itinerari del sec. VII e verso la metà del sec. VI i loro nomi furono inseriti nel Canone della Messa.

Esiste una Pasio abbastanza leggendaria, composta tra la fine del sec. V e l’inizio del VI, e della quale si sono sono tre redazioni sostanzialmente identiche, ma divergenti nella conclusione. In quella più antica si narra che G. e P. erano due fratelli ufficiali dell’esercito di Costantino Magno ed addetti alla proroga della figlia di questi, Costanza. Dopo aver accompagnato in una spedizione in Oriente il generale Gallicano ritornarono a Roma, e alla morte di Costanza ebbero in dono parte dei suoi beni. Salito al trono Giuliano l’Apostata furono chiamati dallo stesso Imperatore a render conto della loro fede, e poiché si rifiutarono di obbedire furono giustiziati e seppelliti nascostamente nella loro stessa casa sul Celio dal campidocor Terenziano. All’avvento dell’imperatore Gioviano, alcuni indemoniati rivelarono la loro sepoltura; Terenziano si convertì e scrisse la loro Passio. In un’altra recensione invece è detto che Gioviano incaricò il senatore Bizante di ricercare i corpi dei martiri e costruire in loro onore una basilica. Finalmente in un

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(per cortesia di mons. A. P. Frutaz)

GIOVANNI LEONARDI, santo – Ritratto, particolare di un dipinto anonimo del sec. XVII – Roma, chiesa di S. Girolamo della Carità.

Riceve quindi altri incarichi: la visita e la riforma della Congregazione benedettina di Montevergine (1596), la riforma dell’Ordine vallombrosano (1601), la visita al convento dei Padri Serviti di Monte Senario presso Firenze. Ebbe pure l’incarico di visitatore delle Scuole Pie, le quali furono poi aggregate per alcuni anni alla Congregazione di G. L.; s. Giuseppe Calasanzio rese nobilissima testimonianza sulla virtù del suo amico.

Insieme col prelato spagnolo Giovanni Battista Vives, si interessò per la fondazione di un collegio missionario a Roma. Eletto generale della sua istituzione, il Santo ne celebra nel 1604 il primo Capitolo generale a Roma, ove alcuni anni prima aveva aperto una casa nei pressi di Piazza Montanara, presso la chiesa poi demolita di S. Maria in Portico; presiedette pure il secondo Capitolo del 1608.

Fu santificato da Pio XI nella Pasqua del 1938. La festa cade il 10 ott.

BML.: A. Bianchini, Vita del b. G. L., Roma 1861; F. Ferrarioni, S. G. L. e Propaganda Fide, ivi 1938.

Francesco Ferrarioni