GIOVANNI XII, PAPA

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GIOVANNI XII, papa. - Romano, eletto nel febbr.-marzo 931, m. nel dic. 935. N. da Marozia e, secondo un'asserzione assai discutibile di Liutprando, da papa Sergio III, o, secondo altri, da lei e da Alberico I di Spoleto, fu, assai giovine, eletto papa per volere della madre. Dopo la cacciata di re Ugo da Roma e l'oscura fine di Marozia, rimase in balia, e forse in prigionia, di Alberico II, fratello o fratellastro suo.

Durante il suo pontificato furono cordiali le relazioni con l'Impero bizantino, di cui si adottò l'èra; si annodarono anzi trattative per conchiudere un matrimonio fra una sorella del Papa e un figlio dell'imperatore Romano Lecapeno, e per intronizzare a patriarca di Costantinopoli un altro figlio di costui, ancora fanciullo. Nei primi anni del pontificato (931-32), quando erano ancora strette le relazioni fra Roma e Ugo, fu assunto sotto la protezione della Sede romana il monastero di Cluny; così anche in questo oscuro periodo si andavano gettando inconsapevolmente i semi della futura riforma della Chiesa.

BIBL.: Epistulae: PL 132, 1055 seg.; Jaffé-Wattenbach, I. p. 434 seg.; Lib. Pont., II, p. 243; J. M. Wattevich (v. GIOVE. VIII), pp. 33, 39-41, 669-71; L. Duchesne (v. GIOVE. VIII), pp. 243-26; id. Serge III et Jean XI, in Mélanges d'archéologie et d'histoire, 33 (1913), p. 13 seg.; P. Fedele, Ricerche per la storia di Roma e del papato, in Arch. della R. Soc. romana di st. patria, 33 (1910), pp. 217-40; F. Gregorovius (v. GIOVE. VIII), pp. 99-10; G. Fasoli (v. GIOVE. IX), p. 121.