GRANATA, ARCIDIOCESI di. - Chiesa metropolitana nell'Andalusia meridionale, con suffraganei i vescovadi di Almeria, Cartagena, Guadix, Jaen e Malaga. Ha una superficie di 8448 kmq. con 682.000 ab. dei quali 680.000 cattolici. Conta 246 parrocchie servite da 325 sacerdoti diocesani e 97 regolari, 13 comunità religiose maschili e 93 femminili (1949). Il Seminario fu arricchito dai fondatori e dotato generosamente da Carlo V; poi da Leone XIII eretto in Università pontificia con le tre solite facoltà. Si ricorda inoltre l'insigne Collegio-Seminario del S. Monte fondato nel 1610.

È leggendaria la sua fondazione nel sec. 1 da parte di s. Cecilio, ma nel Concilio Iliberitano (ca. 300) troviamo presente il suo vescovo. Soppressa la diocesi nel sec. VIII con l'invasione maomettana, risorse nel 1492 con la conquista della città per opera dei sovrani Ferdinando e Elisabetta e in virtù della bolla d'Innocenzo VIII fu eretta in metropoli. Nel 1523 si incominciò la costruzione della Cattedrale con pianta gotica, che fu poi modificata con elementi barocchi e del Rinascimento ed arricchita da pitture magnifiche di Alonso Cano (autore pure della graziosa facciata e di parecchie statue), Giovanni di Siviglia ed altri maestri. Accanto alla Cattedrale vi sono due famose cappelle funerarie: una contiene l'artistico sepolcro reale dei su ricordati Ferdinando e Elisabetta; nell'altra è deposto il prode F. Pérez del Pulgar, il quale durante l'assedio della città entrò da solo e inchiodò nella principale moschea una pergamena con le parole « Ave Maria », incendiando pure la vicina Alcaceria. Nella sagrestia vi sono cimeli di gran valore, negli archivi preziosi codici e una ricca collezione di libri corali. La Cattedrale è dedicata a s. Cecilio e alla Madonna delle Angustie e gode da molti secoli del titolo di « apostolica » e il suo Capitolo di quello di « eccellenza ». - Vedi tav. LXXV.

