GREGORIANA, ACQUA. - Si prepara con sale, cenere e vino e si usa nella consacrazione della chiesa per scopi esorcistici. La ricorda s. Gregorio Magno (Epist., 11, 56) indicandola per la purificazione dei templi pagani d'Inghilterra ed a lui se ne attribuisce il rito; ma probabilmente era già in uso prima (cf. Optato, De schismate Donatist., 66, 6; Vigilio papa, Epist. ad Profuturum, 4).
Ad una miscela di vino e acqua accennano il Sacramentario gelasiano ed il Missale Francorum: e ad una di sale e cenere, con molte formole esorcistiche provenienti dal rito gallicano, il Sacramentario gregoriano del sec. IX-X. L'attuale formola di benedizione contiene l'Ordo ad aquam benedictam faciendam, l'orazione Sanctificare che si trova anche in rituali ambrosiani e visigotici ed una lode dell'acqua presa da una omelia di s. Ambrogio (Expositio Evang. sec. Lucam, 10, 48). L'a. g. si usa con cespo d'issopo, perché anche questo anticamente indicava un mezzo per la purificazione (cf. Lev. 14, 4. 49. 52; Num. 19, 6. 17 sg.; Ps. 50, 8).