HEVEI (EBR. HĀ-HĪWĀŠ SEMPRE CON L'ARTICOLO E AL SINGOLARE; SETTANTA Ὁ ΕΥ̓ΑΙ͂ΟΣ, QUALCHE VOLTA ΟἹ ΕΥ̓ΑΙ͂ΟΙ)

HEVEI (ebr. hā-hīwāš sempre con l'articolo e al singolare; Settanta ὁ Εὐαῖος, qualche volta οἱ Εὐαῖοι). - Popolo stazionato nel paese di Canaan e sempre incluso nella lista del complesso dei popoli abitanti nel paese prima della conquista israelitica (Ex. 2, 11; 3, 8; 13, 5; 23, 28; Deut. 7, 1; 20, 17; Ios. 3, 10; 9, 1; 12, 8; 24, 11; Iud. 3, 5; II Reg. 9, 29; II Par. 8, 7; V. CANAAN).

Come gruppo distinto, gli H. appaiono in Sichem all'epoca di Giacobbe (Gen. 33, 18; 34, 2); i loro discendenti influirono nella vita del paese anche dopo la conquista (Iud. 3, 28). In Gabaon formarono una confederazione di 4 città retta da anziani, e con uno stratagemma ottennero un trattato di amicizia con gli Israeliti, ma, riconosciuto l'inganno, furono obbligati agli umili servizi di spaccioligna e di acquaioli (Ios. 9, 7; 11, 19). Altro centro importante era nel nord ai piedi del monte Hermon (Ios. 11, 3; Iud. 3, 3) e vi ebbero villaggi propri sino al tempo di David (II Sam. 24, 7). Con gli altri popoli cananei rimasti nel paese, furono al tempo di Salomone costretti a prestar la loro opera per le grandi costruzioni (I Reg. 20, 22; II Par. 8, 7-8) e a poco a poco furono assorbiti in Israele.

Discussa è ancora l'ipotesi che vede negli H. della Bibbia un gruppo del popolo hurrita (v. HUTERITI). Il fatto che in Gen. 36, 2 hā-hīwāš è letto (nei vv. 20, 29) hā-hōrī e che i Settanta traducono hā-hīwāš (in Gen. 34, 2; Ios. 9, 7; 11, 3; Iud. 3, 3) con χορραῦος può provenire da una facile confusione della seconda lettera, ma, secondo E. Speiser, suppone un originale hā-hōrī. Tuttavia egli pensa che a ragione dell'etimologia popolare (Hōriti = abitanti delle caverne) la lezione originale sia stata sostituita con hā-hīwāš, ipotetico clan hurriano. W. F. Albright, con maggiore probabilità, ritiene storica la tradizione biblica della distinzione reale dei due popoli, ma riconosce che, per la somiglianza delle lettere, siano stati spesso confusi e scambiati dai copisti e suggerisce di leggere hā-hōrī nei testi di Sichem a Tiro (Gen. 36, 2; Ios. 9, 7; 11, 3; Iud. 3, 3; II Sam. 24, 7) e hā-hīwāš nel sud (Gen. 36, 20; Deut. 2, 12-22). Dovrebbe così rovesciarsi il quadro biblico sostituendo agli Hōriti del sud gli H. e viceversa.

BIBL.: E. Speiser, Ethnic monuments in the Near East in the second millennium B. C., in Annual of American schools of oriental research, 13 (1933), pp. 27-31; W. F. Albright, The Horites in Palestine, in From the pyramids to Paul, Nuova York 1935, pp. 20-24. Donato Baldi
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“HEVEI (EBR. HĀ-HĪWĀŠ SEMPRE CON L'ARTICOLO E AL SINGOLARE; SETTANTA Ὁ ΕΥ̓ΑΙ͂ΟΣ, QUALCHE VOLTA ΟἹ ΕΥ̓ΑΙ͂ΟΙ).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 839. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/hevei-ebr-ha-hiwas-sempre-con-l-articolo-e-al-singolare-settanta-o-euaios-qualche-volta-oi-euaio.