HOLLBACH, Paul Heinrich Dietrich, barone di. - Filosofo, n. a Heidelberg (Palatinato) nel 1723, m. a Parigi, dove si era stabilito sin da giovane, il 21 febbr. 1789.
Autore di varie opere facche e stucchevoli per il grossolano materialismo a cui s'ispirano, l'H. affidò il suo nome soprattutto al Système de la nature (Londra [in realtà Amsterdam o Leida] 1770), scritto in collaborazione con altri. Il suo ingegno, talvolta brillante, più spesso è pedante, sempre superficiale. Il pensiero di H., che risente largamente l'influsso delle discusse dottrine del Lametrie, del Diderot e di altri minori esponenti del materialismo illuministico francese, rappresenta di questo materialismo la più cruda e dogmatica espressione. Convinto che ogni forma di spiritualismo sia «frutto di una meditata e interessata politica di teologi», l'H. non sa vedere nel mondo null'altro che una corpulenta natura, soggetta a leggi necessarie e fisicamente determinabili. Materia e movimento sono i soli elementi costitutivi dell'universo, del quale non è possibile pertanto alcuna interpretazione teleologica. Le stesse cosiddette attività spirituali non rappresentano che alcune delle infinite modificazioni del movimento materiale, mentre ogni concetto della Divinità dimostra da sé, secondo l'H., la propria evidente assurdità (i veri «fabricateurs de la divinité» sono i teologi...). Per una valutazione generale, V. MATERIALISMO.