IABOG (ebr. *Jābhōg*). - Affluente orientale del Giordano. È celebre nella Bibbia per la lotta notturna sostenuta sulle sue sponde (v. PHANUEL) Giacobbe (v.), reduce dalla Mesopotamia, con un personaggio misterioso (Jahweh o l'angelo di Jahwch?), che gli cambiò il nome in quello di «Israele» (Gen. 32, 23-30; 33, 17-20). Era vicino a Mahanaim (v.) e divideva in due parti eguali il Galaad (Ios. 12, 2; Judg. 11, 13-22). Segnava il confine tra il Regno di Og (Basan) e quello di Sehon (Hese
bon) nonché la frontiera settentrionale degli Ammoniti (Num. 21, 24; Deut. 2, 37; 3, 16. Cf. Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud., IV, 5, 2, 3*). Ricorre anche in Judt. 2, 24 (secondo la Pēšītā).
Molti itinerari lo collocarono a ca. 3 km. a sud del lago di Hūleh, a motivo del cosiddetto «ponte di Giacobbe»; altri a 2 o 3 miglia a sud del lago di Tiberiade; altri lo confusero con lo Jarmūk. Oggi è comunemente identificato con il Nahr ez-Zerqā' («fiume azzurro»), il più importante degli affluenti del Giordano dopo lo Jarmūk. Ha iniziato dal ruscello 'Ammān (m. 788 s. m.), ad ovest della città omonima, ma la sua vera sorgente (Rās ez-Zerqā') è vicina al Qal'at ez-Zerqā', dove riceve le acque del 'Ajn ez-Zerqā', e poi, descrivendo un grande arco di 70 km., sfocia nel Giordano vicino al ponte di ed-Damjeh, di fronte a Qarn Sarjabah. In media 1.6 km. 7 e proponendo cm. 60. L'acqua è limpida e ricca di pesci; il tetto profondamente incassato; le sponde scoscese, ma quanto mai pittoresche per le ginestre, gli oleandri ecc. Suoi affluenti sono i fiumi Wādi ed-Dlejl, el-Qnejjeh, er-Rijāš, il Sejl Āerās, ecc.
BUL.: F.-M. Abel, *Exploration de la vallée du Jourdain*, in *Revue biblé*, 10 (1913), pp. 222-24; id., *Géographie de la Palestine*, I, Paris 1933, p. 174 ss.; C. Steuernagel, *Der 'Adschlīn nach den Aufzeichnungen von G. Schumacher*, Lipsia 1925-26, p. 209; A. Legendre, *Le pays biblique*, Paris 1928, pp. 9, 101, 103, 139, 142, 148; L. Heidet, s. V. in DB, III, coll. 1936-59.