IANNES e MAMBRES. - Nomi di due magghi egiziani che, secondo tradizioni giudaiche, si sarebbero opposti a Mosè alla corte del faraone. S. Paolo li ricorda in II Tim. 3, 8. Nel greco però il secondo nome è 'Ιαμβοῦς.
Le varianti aramaiche sono raccolte da H. Odeberg in G. Kittel, Theol. Wörterbuch zum Neuen Test., III, Stoccarda 1939, p. 193.
Siccome questi nomi non ricorrono né nel Vecchio Testamento né presso Flavio Giuseppe o Filone, sorge la questione donde Paolo li abbia attinti. Alcuni, con Teodoro (In II Tim., 3, 8: PG 82, 847), pensano a una tradizione orale, altri, con l'Ambrosiastro (PL 17, 494) e Origene (In Matth. lat.: PG 13, 1769), pensano a un apocrifo I. et M. liber. Nel Contra Celsum (IV, 51: PG 11, 1112) Origene informa che il neopagitorio Cennio (sec. II d. C.) conosce una «storia di Mosè» I. e Iambres». Anche Plinio il Vecchio (m. nel 79 d. C.) conosce «alla magica faccia» a Mosè, et Ianne et Lotape ac Iudeis pendens» (Hist. nat., 30, 2, 11). Secondo C. Spicq, l'opera a cui allude Plinio sarebbe anteriore al 65 e quindi potrebbe essere citata da Paolo. Non segue però che l'Apostolo citi come sacro questo od altri apocrifi che contengono tali nomi, come il Documento sagita (cf. M.-J. Lagrange, in Rev. bibl., 21 [1921], p. 222), il Vangelo di Nicodemo (cap. 5). Questi nomi sono ricordati pure da Apuleio (Apol., 80), dagli Atti di Paolo e Pietro, dalle Constitu. Apostol. (8, 1), dal Tar- gum dello Pseudo-Ionathan In Ex. 1, 15; 7, 11; Num. 22, 22 (li dice figli di Balaam).