ILDEBERTO di LAVARDIN (di LE MANS, di TOURS, Hildebertus Cenomanensis). - Vescovo e teologo, n. nel 1056 a Lavardin (diocesi di Le Mans), m. a Tours il 18 dic. 1133. Formatosi nella fiorente scuola di Le Mans e divenutone capo, fu eletto arcidiacono (1092) dal vescovo Hoel, cui successe nel 1097. Superate le difficoltà che opposero alla sua elezione Guglielmo, re d'Inghilterra, ed Elia, conte di Maine, si dedicò con zelo alla cura della sua diocesi. Dopo un viaggio a Roma e in Sicilia, dove ebbe lieta accoglienza da Ruggero, figlio del Guiscardo, lottò contro gli enriciani e riuscì a terminare la costruzione della Cattedrale. Nel 1125 divenne arcivescovo di Tours e con l'aiuto del Papa seppe resistere all'intromissione laica negli affari ecclesiastici. Partigiano, in buona fede, di Pier Leoni (l'antipapa Anacleto), fu ricondotto all'obbedienza del vero papa, Innocenzo II, da s. Bernardo.
Le sue numerose opere, lodate dai contemporanei, furono integralmente stampate per la prima volta da dom Beaugendre, Ven. Hildeberti Thronensis arch. opera tam edita quam inedita (Parigi 1708). Questa edizione è stata aspramente criticata dai Benedettini, autori dell'Histoire littéraire de la France, XI (Parigi 1754), dall'agostiniano X. Schier, Dissertatio de Hildeberti operibus, eorum geminitate, integritate, editionibus (Vienna 1767), da V. Leclerc, nelle osservazioni aggiunte alla 2ª ed. dell'Histoire littéraire, XI (Parigi 1869), pp. 20-26 e da Hauréau (v. BIBLICA). Malgrado ciò il Bourassé l'ha ripubblicata, con dei supplementi, in PL. 171, 1-1463. Il nutrito epistolario (177 lettere) è prezioso per la dogmatica, la pietà e la storia (ad es., le lettere 11, 21, 22 trattano della prigionia di Pasquale II). Redatte in buon latino e ricche di fini osservazioni, queste lettere furono molto gustate nel medioevo e costituiscono l'opera migliore di I. La critica dello Hauréau è stata più severa nei riguardi della sua opera oratoria: dei 141 sermones a lui attribuiti, 54 sono di Goffredo Babione, 25 di Pietro Lombardo, 24 di Pietro Comestor, 7 di Maurizio di Sully, 21 di ignoti, 4 sono di dubbia autenticità, 4 certamente gli appartengono e gli confermano l'antica fama di sonora Christi tuba. La vasta opera poetica riguarda principalmente l'Eucaristia (De mysterio Missae; De sacra Eucharistia). Il p. Hurter ha stampato a parte (SS. Patrum opuscula selecta, XXXIX, Innsbruck 1879, pp. 274-84) il succinto e concertoso Tractatus de Sacramento altaris. In agiografia sono note le sue Vitae ss. Redegundis et Hugonis cluniacensis. L'asceitica è toccata nel dialogo in prosa e versi De quærimonia et conflictu carnis et spiritus. La dogmatica è svolta, in forma che annunzia il metodo scolastico, nel Tractatus theologicus, sulla cui autenticità si muovono dubbi.
I, coll. 2466-68; I. De Ghellinck, Eucharistie au XIIe siècle en Occident, ibid., V, col. 1251; id., L'essor de la littérature latine au XIIe siècle, I, Bruxelles-Parigi 1946, p. 222 e passim; id., Le mouvement théologique du XIIe siècle, 2ª ed., Bruges-Parigi 1948, p. 254.