ILLIRICO (Illyricum). - Regione costiera ad oriente dell'Adriatico, comprendente in origine la Dalmazia e l'Albania, che sotto l'Impero romano si estese progressivamente all'interno fino al Danubio e sul mare fino all'Egeo, esclusa la Tracia. Fu evangelizzata da S. Paolo (Rom. 15, 19), che vi soggiornò più volte fino al termine della sua attività apostolica (Tit. 3, 12: si reca a Nicopoli, ove chiama Tito). Prefettura del pretorio da Diocleziano in poi; le corrispondevano nell'epoca costantiniana, quando ancora non era organizzata la gerarchia ecclesiastica, un gruppo di sedi vescovili per forza di circostanze in frequenti relazioni tra loro, come appare nel Concilio di Sardica (343-44); durante però lo stesso secc. IV cominciarono a prendere speciale importanza due sedi, residenze imperiali, Sirmio per l'I. occidentale e Tessalonica per l'orientale; decadendo però Sirmio, in quella zona acquistarono influenza Aquileia, Milano (s. Ambrogio) e più tardi Salona; Tessalonica già dalla fine del secc. IV cominciò ad avere importanti incarichi dal Papa, sicché andò delineandosi la istituzione del cosiddetto vicariato, quasi una specie di legazia.
Si vede così nel secc. v una gerarchia completa, formata da province corrispondenti alle province civili, Norico Ripense e Mediterraneo (metropoli Lauriano e Teurania), Dalmazia (metropoli Salona), Pannonia I, Vaineri, Pannonia II (metropoli Sirmio), Savia, formanti il gruppo occidentale; Mesia I, Dacia Ripense, Dacia Mediterranea (metropoli Sardica), Dardania (metropoli Scopoli), poi Giustiniania I, Prevalitana (metropoli Scodra), Macedonia (metropoli Tessalonica), Epiro Nuova (metropoli Durazzo), Epiro Vecchia (metropoli Nicopoli), Tessaglia (metropoli Larissa), Acaia (metropoli Corinto) e Creta, la quale ultima però si mantiene ecclesiasticamente quasi a sé.
L'ascesa di Costantinopoli, come capitale dell'Impero e quindi anche come importantissima sede vescovile e poi addirittura patriarcale, da un lato, le molte relazioni dell'I. dall'altro con la Sede Romana, fecero di questa regione il campo classico di contesa fra la vecchia e la nuova Roma in materia giurisdizionale (ancora non si parlava di scisma); ci furono tentativi, a cominciare da s. Giovanni Crisostomo, da parte di Costantinopoli per estendere l'influenza bizantina sull'I., ma per la tendenza occidentale del paese e per la vigilanza papale, andarono a vuoto; la storia ecclesiastica illirica dei secc. v, vi e viii è tutto un tessuto di misure amministrative papali, esercitate direttamente o per mezzo del vescovo di Salona, per l'I. occidentale (senza alcuna intromissione di Costantinopoli in questa parte); e direttamente o per mezzo del «vicario» di Tessalonica o dall'altro incaricato, per l'orientale; inoltre la Sede Romana esercitava influenza sull'I. fino a Scodra per mezzo degli amministratori dei patrimoni pontifici di Dalmazia e Prevalitana. Sotto Giustiniano (535), Tessalonica, che era ormai praticamente decaduta dal vicariato per la sua partecipazione allo scisma acaziano (fine del secc. v; principio del vi), lo perdette a favore della patria dell'Imperatore, la neoretta Prima Giustiniana, e di altre sedi che a volta a volta ricevevano importanti incarichi. Il risultato fu che l'I. occidentale e le province settentrionali dell'orientale (specialmente la Prevalitana) mantennero sempre una fisionomia e un'ortodossia schiettamente romana, e quelle meridionali, seppure talvolta si lasciarono trarre a movimenti eretici o scismatici, finirono sempre con il tornare a rettificare la propria posizione.
È caratteristica, ad es., la posizione costante dei vescovi illirici nei grandi Concili (Efeso, Calcedonia ecc.) pure contando degli esponenti di forte valore teologico, si mantengono da principio esitanti o neutri, finché, appena cristallizzati la posizione romana, automaticamente vi si riannodano.
Le invasioni barbariche che sommersero la maggior parte della penisola fecero da una parte scomparire quasi tutte le antiche sedi, e dall'altra resero difficili le relazioni di Roma con le superstiti; ne approfittò l'iconoclasta Leone Isaurico per staccare l'I. da Roma e attribuìrlo a Costantinopoli: la costa adriatica da Scodra in su continuò però nella sua tradizione, mentre da allora il resto della regione, pure attraverso a proteste pontifice e a locali resistenze, fu in pratica perduto per la diretta giurisdizione romana; l'ultimo atto del dramma si svolse circa la giurisdizione sui Bulgari (seconda metà del secc. IX) insediatisi in province illiriche, e perciò reclamati da Roma; da allora anche in materia di eresia e di scisma, se non sempre, molto spesso l'I. orientale seguirà Costantinopoli; vero è però che oramai del toponimo ecclesiastico «I.», non si parla ufficialmente più.