INCONOSCIBILE. - Ciò che non si può in nessun modo conoscere. Termine e concetto sono usati in filosofia, teologia e mistica.
La sofistica, lo scetticismo, l'agnosticismo, il fenomenismo ritengono i. l'essere nella sua oggettiva realtà. Plotino afferma i. l'Uno; i mistici sono inclini ad accentuare l'inconscibilità di Dio; Cusano, intendendo l'Assoluto quale coincidenza di opposti, ne compromette la conoscibilità. Kant, con la posizione della cosa in sé non raggiungibile teoricamente, ha espresso la più chiara e storicamente importante affermazione di un i., attenuandola poi con il dichiarare il noumeno postulato della ragion pratica, e perciò in qualche modo afferrabile. Il positivismo, specie in Spencer (cf. First principles, parte 1ᵃ) ha divulgato termine e concetto, proclamando che il fondo ultimo del reale è i. perché conoscere è relazionare, mentre l'Assoluto, per essere tale, dev'essere oltre ed esente da qualsiasi relazione.
È in un certo senso contraddittorio dire totalmente ignoto ciò di cui si afferma l'esistenza. L'errore nasce dalla indistinzione tra il ristretto orizzonte dell'esperienza immediata e l'illimitata ampiezza dell'inferenza razionale. Conoscere è apprendere l'essere: il conoscere si adegua e si coestende con l'essere; perciò in senso assoluto, nulla è i. Dell'Assoluto sono conoscibili esistenza e natura; del mistero sono conoscibili i termini che lo esprimono e la loro non contraddittorietà. Il termine infelice esprime male il concetto, verissimo, di limitazione e progressività inesauribile dell'umano conoscere.
Bibliografia5 opere
Giacomo Soleri