ISCHIA, DIOCESI DI

ISCHIA, DIOCESI di. - Fondata nel sec. XII nella maggiore delle isole del golfo partenopeo; superfici 46,3 kmq.; popolazione tutta cattolica di 53.000 ab.; comuni 6. La diocesi, suffragane di Napoli, comprende la sola Isola; parrocchie 18, comunità religiose ma schili 3, femminili 12, un museo archeologico e una biblioteca con 13.000 volumi.

L'isola è variamente denominata dai poeti e storici greci e latini. L'attuale nome comincia ad apparire verso il sec. VIII. La sua formazione geologica è d'origine vulcanica, probabilmente del periodo detto diluviale. I primi abitatori si fanno risalire al III millennio a. C.; in seguito vi approdano e stabilirono colonie gli Etruschi, i Fenici, i Siracusani, gli Elleni, i Latini. Fin dal 192 a. C.

I Romani, per le prodigiose e abbondanti acque termali, anche oggi sfruttate, vi costruirono parecchie terme, come è provato da iscrizioni, bassorilievi e statue dissorterate in questi ultimi anni. Secondo la Passio sarebbe stato deposto sulla sponda dell'isola il corpo della martire africana s. Restituta, e le sarebbe stata data sepoltura a Lacco Ameno. Nella primavera 1950, rinnosso il pavimento della chiesa di S. Restituta, se ne sono trovati altri più antichi sovrapposti e a m. 1,35 dal piano si rinvennero alcuni sepolcri e una lucerna fittile cristiana; si è pure constatato che il muro absidale è di epoca romana.

La storia dell'isola non è estranea a tutti gli avvenimenti che seguirono la caduta dell'Impero romano fino a tutto il medioevo. Fu distrutta da non pochi terremoti ed eruzioni dell'Empeo, saccheggiata dai pirati e contesa dai vari invasori. Il Castello che si leva su un grande scoglio, collegato all'isola mediante un ponte, fu edificato nel 474 a. C. da Gerone di Siracura e riedificato nel 1441 da Alfonso V d'Aragona; per secoli fu la roccaforte dell'isola e il rifugio dei superstiti sfuggiti ai terremoti e alle razzie dei pirati.

I. è la patria di S. Giovanni Giuseppe della Croce (1654-1734) e di Baldassarre Cossa (1367-1419), antipapa con il nome di Giovanni XXIII. La Cattedrale è dedicata a Maria S. Ma Assunta in Cielo. - Vedi tav. XVII.

Bibl.: M. E. Abbamonte, Censo storico dell'isola d'I. Napoli 1863; Ughelli, VI, pp. 271-79; V. Mirabella, Cenni storici e guida illustrata dell'isola d'I., Napoli s. a.; O. Buonocore, La diocesi d'I. dall'origine ad oggi, ivi 1947. Gennaro Auletta